Verso la nuova organizzazione della Rete oncologica regionale
Obiettivo principale è favorire il passaggio alla presa in carico territoriale del paziente
NotiziaObiettivo principale è favorire il passaggio alla presa in carico territoriale del paziente
NotiziaMigliorare la transizione ordinata dalla presa in carico ospedaliera a quella territoriale, non solo per decongestionare gli ospedali, ma soprattutto per garantire un’assistenza più vicina alla residenza del paziente, rispondendo a quelli che sono gli indirizzi nazionali della Rete oncologica.
È stato l’argomento principale della riunione di oggi della Rete Oncologica regionale, convocata su impulso dell’assessore alla Salute, Nicoletta Verì.
Nel corso dell’incontro, a cui hanno partecipato il direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, Maurizio Brucchi, oltre ai referenti oncologici delle singole Asl, l’assessore ha richiamato la necessità di uniformare i protocolli operativi delle aziende sanitarie, così da evitare procedure non omogenee sul territorio.
“Per centrare l’obiettivo – ha rimarcato la Verì – l’Agenzia avvierà un monitoraggio puntuale per avere contezza sullo stato di attuazione della rete oncologica in Abruzzo, per poi procedere a stilare un cronoprogramma di attività con lo scopo di intervenire sulle criticità”.
Si punterà, inoltre, a potenziare l’offerta di prestazioni nell’ambito dei Cup di secondo livello, in particolare per quanto riguarda le visite di controllo, sia per i pazienti che accedono dal Gico (il gruppo interdisciplinare di cure oncologiche), sia per quelli che provengono dai Cip (i centri di indirizzo di percorso clinico).
“Particolare attenzione – ha aggiunto l’assessore – è stata poi riservata alla dotazione di personale specializzato, per superare le carenze che si registrano su alcune figure, come l’infermiere dedicato, il case-manager e lo psico-oncologo. Siamo di fronte ad una profonda rivisitazione dei percorsi oncologici e come Regione stiamo portando avanti tutte le azioni necessarie a garantire un’assistenza sempre più adeguata per i pazienti”.