Viticoltura eroica, l’Abruzzo entra nel Cervim: “La montagna sarà il futuro del vino abruzzese”

Da Vinorum il vicepresidente della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente, rilancia la sfida dei vitigni d’altura: “Ricerca, biodiversità e identità territoriale per costruire la viticoltura dei prossimi trent’anni”

Comunicato stampa

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«Le vigne in montagna non sono semplicemente vigne che servono a produrre uva: sono parte integrante di un territorio, della sua identità e della sua storia. Per questo l’Abruzzo entrerà a far parte del Cervim, perché la viticoltura eroica rappresenta una grande opportunità di valorizzazione autentica del nostro territorio».
Lo ha dichiarato il vicepresidente della Regione Abruzzo e assessore all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, intervenendo al convegno “Vigne eroiche d’altura. Cultura, identità e futuro della viticoltura di montagna”, promosso dal Cervim e ospitato nel Cortile di Palazzo Benedetti a L’Aquila, nell’ambito di Vinorum, il festival del vino d’Abruzzo entrato oggi nel vivo.
Nel suo intervento Imprudente ha sottolineato come la viticoltura di montagna rappresenti oggi una delle sfide più importanti per il comparto vitivinicolo regionale, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e della necessità di valorizzare territori interni e aree ad alta biodiversità.
«Non parliamo di quantità ma di qualità – ha spiegato – e di un modello produttivo che racconta territori difficili, autentici e identitari. Dobbiamo avere la capacità di valorizzare ciò che può essere impiantato in altura senza snaturare l’ambiente in cui viviamo».
Il vicepresidente ha inoltre annunciato il rafforzamento dell’impegno regionale sul fronte della ricerca: «Dopo trent’anni la Regione Abruzzo tornerà a investire in maniera strutturata nella ricerca vitivinicola. Grazie al progetto di filiera finanziato con oltre 6 milioni di euro, saranno sviluppati studi su biodiversità e adattamento climatico insieme al CREA e al Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo. Da queste ricerche passerà la viticoltura dei prossimi trent’anni».
Nel corso del convegno, moderato da Franco Santini, è stato evidenziato anche il valore culturale e sociale del vino come elemento identitario del territorio abruzzese. «Il vino non è semplicemente una bevanda – ha aggiunto Imprudente – ma rappresenta storia, cultura, paesaggio e convivialità. Attraverso i vini d’altura raccontiamo l’Abruzzo nella sua unicità: mare e montagna a meno di un’ora di distanza».
L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, produttori, tecnici ed esperti del settore vitivinicolo nazionale per un confronto sulle prospettive della viticoltura eroica e di montagna. Dopo i saluti istituzionali del vicepresidente della Regione Abruzzo e del presidente del Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo Alessandro Nicodemi, sono intervenuti Nicola Abbrescia, presidente Cervim, Domenico Pasetti della cantina Pasetti, Camillo Zulli, enologo della biocantina Orsogna, Angelo Radica, presidente dell’associazione Città del Vino e presidente Recevin, Paolo Simoni della cantina Castelsimoni, Roberto Cipresso del comitato tecnico scientifico del Cervim e Attilio Alfino, enologo della cantina Masciarelli. 

Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2026
Autore:
Roberto Alfatti Appetiti
Foto di: 
Barbara Fabiani