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Chiese Barocche - Provincia di Chieti

Cattedrale di San Giustino

Comune:  Chieti
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Chieti da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Chieti
Autore:  Carlo Piazzola (riprogettazione barocca)
Notizie:  La cattedrale teatina di San Giustino è un organismo architettonico che si presenta oggi come uno straordinario palinsesto, frutto di numerosi e continui rimaneggiamenti succedutisi dal tempo della fondazione altomedievale. In età moderna, a partire dal 1607, in seguito ai dissesti che la chiesa subì per i ripetuti terremoti, si decise di dare l'avvio a drastici lavori di ricostruzione che ne cambiarono lentamente l'originario aspetto medievale. Alla metà del XVII secolo la cripta trecentesca venne adeguata al nuovo linguaggio decorativo barocco, che previde un rivestimento in stucco poi rimosso durante i lavori di ripristino novecenteschi, che le hanno restituito l'aspetto originario. Ma gli interventi più drastici vennero realizzati nella chiesa superiore dopo i pesanti danni causati dai terremoti del 1703 e del 1706 che portarono, tra le altre cose, al crollo della cuspide del campanile. Dopo questa data inizia per la cattedrale una massiccia operazione di trasformazione in linea con quello che succedeva nel resto della regione, dove la maggior parte degli edifici ecclesiastici andava subendo analoghi interventi di ricostruzione. Dal 1759 al 1770 la chiesa fu rinnovata completamente in forme barocche, progettate dall'architetto milanese Carlo Piazzola, chiamato dal vescovo teatino Sanchez De Luna. Piazzola operò condizionato dal perimetro della precedente costruzione, rispettando la pianta basilicale a croce latina che la cattedrale si portava dietro dal medioevo. Le tre navate dell'interno, furono divise da pilastri quadrangolari in tre ariose campate ciascuna (le centrali di larghezza doppia delle laterali), coperte da botte lunettata sul corpo centrale e da cupolette sulle navatelle. Il risultato fu l'enfatizzazione dell'andamento pseudoquadrato del corpo basilicale e la creazione di una spazialità fusa e unitaria, accentuata dall'intonaco chiaro e liscio, non appesantito da una decorazione eccessiva ed esuberante. Al contrario, proprio al Piazzola viene attribuita l'introduzione nel paramento decorativo di elementi minuti filiformi e ad intreccio caratteristici di un linguaggio artistico tardo Barocco e Rococò, che risente di analoghe esperienze tipiche dell'area viennese e della Baviera, zone in cui la famiglia dei Piazzola aveva lavorato. Ma l'elemento che più caratterizza e cattura lo sguardo all'interno della cattedrale teatina, è il drammatico dislivello tra le navate e il presbiterio, fortemente rialzato sulla cripta sottostante e accessibile tramite una scenografica scalinata balaustrata in marmo. Superato il dislivello si accede al profondo transetto coperto al centro da cupola ribassata con oculi che lasciano entrare una luce intensissima, che attira verso la scenografia conclusiva del presbiterio, con l'abside semicircolare cassettonata e lo sfavillio dorato dell'altare maggiore. L'uniformità dello spazio interno della chiesa è garantita da un alto cornicione modanato che corre lungo tutto il perimetro al di sotto del quale ritmano la parete lesene poco aggettanti. Contribuiscono alla ricchezza e alla vivacità dell'ambiente le cinque cappelle che si aprono lungo il perimetro della chiesa. Disposte ai lati della cupola del transetto, si trovano la cappella di S.Gaetano e la cappella dell'Immacolata, che custodiscono tele di Ludovico De Majo e di Saverio Persico, entrambi allievi del Solimena. Altre due cappelline absidate si trovano a destra e a sinistra dell'abside centrale e sono la cappella della "Mater populi teatini", con preziosa statua lignea rinascimentale ed un altare a tarsie marmoree del 1695, e la cappella del Patrono, con busto argenteo di S. Giustino copia di quello trafugato, originariamente realizzato da Nicola da Guardiagrele nel XV secolo e più volte rimaneggiato. Nella navata sinistra si apre infine la cappella del SS. Sacramento, piccolo organismo a pianta centrale voltato a cupola, rinnovato in stile neorinascimentale nel 1881 e contenente un tela del pittore romano Francesco Grandi. L'altare maggiore, punto focale della scenografia del presbiterio, è decorato da un paliotto marmoreo del 1769 di scuola napoletana, riferibile alla cerchia di Giuseppe Sammartino; la pala maggiore, raffigurante l'incredulità di S. Tommaso, è opera settecentesca del già citato Saverio Persico. Completano la decorazione parietale e l'arredo liturgico numerose altre opere d'arte come gli affreschi ottocenteschi sulla volta della navata centrale, il fonte battesimale in porfido di Verona realizzato nel 1599, il coro ligneo del 1769, eseguito da Ferdinando Mosca. Merita infine un cenno la Cappella del Suffragio, appartenente all'Arciconfraternita del Monte dei Morti, con accesso dalla cripta medievale sottostante al presbiterio e ancora ornata da fastosi stucchi dorati del XVII secolo.
Informazioni:  Diocesi di Chieti tel. 0871-3591218; Municipio tel. 0871-42381
Stato di agibilità:  Agibile
Chieti, cattedrale di S. Giustino
Chieti, cattedrale di S. Giustino