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Chiese Barocche - Provincia di Chieti

Chiesa di Sant'Agostino

Comune:  Chieti
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Chieti da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Chieti
Autore:  Girolamo Rizza da Veglio
Notizie:  La chiesa di Sant'Agostino, ad una navata a croce latina, con annesso convento fu eretta ad opera degli agostiniani nel 1316, data su cui concordano due storici locali, Gennaro Ravizza e Girolamo Nicolino. A sostegno di questa datazione il Nicolino parla di un'iscrizione su pietra a lato del portale d'ingresso, oggi scomparsa: A.D. MCCCXVI. LOCUS ISTE FUIT FUNDATUS, ET PRIVILEGIATUS MULTIS INDULGENTIIS PAPALIBUS, IN DIEBUS DOMINICIS, ET SESTINIUS. Non è possibile ricostruire con certezza l'aspetto originario della chiesa trecentesca ma si può ipotizzare che essa aderisse ai modelli tipici che gli Agostiniani realizzarono in tutta l'Europa in quel periodo. Oggi della struttura originaria resta la facciata orientale in laterizio scandita in campate per mezzo di lesene e culminante in una cornice ad archetti, sulla quale si aprono finestre ogivali. Nel 1562 un terribile incendio distrusse completamente la chiesa lasciando in piedi solo la facciata orientale. La ricostruzione fu rapida ed immediata. Gli Agostiniani ottennero dal pontefice Pio IV un breve per la concessione di indulgenze in forma di giubileo ai cittadini che avessero collaborato alla riedificazione della chiesa. Così l'edificio venne ricostruito ma non ancora nelle forme attuali. L'aspetto odierno è solo il prodotto di un rifacimento del XVIII secolo. La chiesa venne ristrutturata ad opera di Girolamo Rizza da Veglio negli anni 1718-1747 sul modello gesuitico adottato nelle chiese francescane di Atri, Pescina, Celano e Città Sant'Angelo e nella chiesa di San Marco a L'Aquila. La chiesa di S. Agostino è stata ripensata in modo del tutto nuovo rispetto ai modelli ad aule e cappelle tipici del Cinquecento. Essa presenta una grande aula coperta da due volte a vela mediate da passaggi a botte, alla quale sono addossate due sole cappelle laterali per parte, una struttura che in Abruzzo si trova in diversi casi. L'aula è unita allo spazio cupolare da piloni smussati. La facciata fu realizzata nel 1751, come testimonia l'iscrizione sull'architrave A.D. 1751, ad opera dell'Arciconfraternita della Cintura, come rivela lo stemma in pietra raffigurante una cintura scolpito al di sopra della porta. Dello stesso periodo sono i numerosi altorilievi e pannelli plastici. Successivi lavori di restauro risalgono al 1836 ad opera della stessa arciconfraternita, come rileva la lapide posta sul portale della chiesa: D.O.M. TEMPLUM. HOC. DIVO. AUGUSTINO. DICATUM PIA. SODALITAS. DEIPARAE. CONSOLATIONIS CUI. AD. SACRA. PERAGENDA. DATUM. EST INSTAURAVIT ET. FRONTEM. UT. VISITUR. ARCHITECTONICO. OPERE ORNAVIT A.D. MDCCCXXXVI (A Dio Ottimo Massimo. La pia Confraternita della Vergine della Consolazione restaurò questo tempio, dedicato a Sant'Agostino, per la celebrazione dei Santi Misteri e ne ornò la facciata con motivi architettonici. L'anno del Signore 1836). La confraternita della Cintura collaborò attivamente con gli Agostiniani fino alla loro estromissione, che avvenne ufficialmente nel 1810 e realmente nel 1866 con la soppressione monastica. Il convento fu di seguito adibito a caserma militare fino al 1945 e poi riabilitato ad attività parrocchiali. Dal 1931 la chiesa di Sant'Agostino è diventata sede della parrocchia di Sant'Agata acquistando la denominazione di parrocchia di S. Agata in S. Agostino. Il chiostro è una delle poche strutture originarie del complesso religioso, tanto che il Verlengia lo ritiene "l'unico chiostro antico che vanti Chieti potendosi riferire al sec. XIV epoca originaria del convento. Di forma quadrata, con una loggia a terra ad archi acuti retti da pilastri esagonali e loggetta superiore ad archi a tutto sesto, esso è pieno di respiro, di movimento e di colore...". Nel periodo barocco la chiesa è stata arricchita di stucchi, decorazioni e altorilievi che rappresentano scene della vita di Sant'Agostino e di altri santi dello stesso ordine, come Santa Rita da Cascia, Santa Monica, San Giovanni Buono. La decorazione filiforme delle superfici interne presenta un carattere settentrionale legato alla presenza di maestranze lombarde che hanno introdotto in Abruzzo nuovi sistemi decorativi assenti a Napoli o a Roma ma ritrovati in alcune chiese a Penne, Città Sant'Angelo e Chieti. Una particolarità si riscontra anche nella struttura degli altari che presentano una superficie flessa e movimentata. Allo stesso periodo appartiene il dipinto ad olio su tela raffigurante la Trasverberazione di S. Agostino collocato sul fondo dell'abside. L'opera, espressione della scuola napoletana del XVIII secolo, non ha un gran valore artistico: la composizione e la rappresentazione delle figure è molto rigida e severa e non riesce a trasmettere la spiritualità tipica dell'episodio. Su ogni lato della chiesa si trovano due altari ed una cappellina. Sul primo altare della parete destra è un dipinto ad olio su tela del XVIII secolo, che riporta in basso la firma dell'autore: Romualdus Formosa pinxit. In esso viene rappresentato San Michele Arcangelo alato, circondato di angeli, mentre con una spada cerca di fronteggiare Satana. In basso, accanto ad un calice dal quale escono tre bisce è la scritta: "Estote prudentes sicut serpentes". Sul secondo altare è un'altra tela ad olio del XVII secolo, attribuita a Luca Giordano e raffigurante il Transito di San Giuseppe. La composizione si presenta armonica e ben gestita: al centro è il santo morente sdraiato sul letto con a destra la Vergine e a sinistra il Redentore scalzo, mentre in alto putti e angeli completano la scena. Sulla parete sinistra nella cappellina del Cristo morto e della Madonna Addolorata si trovano due statue della seconda metà del XVIII secolo. Una, raffigurante il Cristo, è di cartone pressato e tinteggiato, l'altra, dedicata all'Addolorata, è in terracotta dipinta e rivestita di raso nero trapuntato d'argento. Sul secondo altare del lato sinistro si trova una tela ad olio ancora del XVIII secolo. Attribuita al pittore chietino Donato Teodoro essa raffigura la Madonna della Cintura nell'atto di consegnare la sacra cintura a Santa Monica. Sulla stessa parete è la statua della Madonna della Cintura di scuola napoletana del XVIII secolo. Con la mano sinistra la Madonna, con una cintura avvolta intorno alla vita, regge il Bambino, con la destra una cintura rosso scuro. Dell'età del Barocco sono presenti all'interno della chiesa anche prodotti dell'arte orafa, crocifissi, reliquiari, ostensori, calici in argento, un candelabro ed un piatto da questua in ottone. Al Settecento appartiene un reliquiario in legno tinteggiato e dorato. All'interno del busto di San Filippo Neri è conservata la reliquia.
Iscrizioni:  Sull'architrave del portale: A.D. 1751. Al di sopra del portale della chiesa: D.O.M. TEMPLUM. HOC. DIVO. AUGUSTINO. DICATUM PIA. SODALITAS. DEIPARAE. CONSOLATIONIS CUI. AD. SACRA. PERAGENDA. DATUM. EST INSTAURAVIT ET. FRONTEM. UT. VISITUR. ARCHITECTONIC
Informazioni:  Diocesi di Chieti tel. 0871-3591218; Municipio tel. 0871-42381
Stato di agibilità:  Agibile
Chieti, chiesa di S. Agostino