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Chiese Barocche - Provincia di Chieti

Chiesa di Santa Maria della Civitella

Comune:  Chieti
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Chieti da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Chieti
Notizie:  La chiesa di Santa Maria della Civitella ha una storia molto antica, dal momento che la tradizione la vuole edificata sulla rovine di un tempio romano, come ricorda la sopravvivenza del toponimo "Civitella" che indicava il punto più alto della città di Teate. Nel 1295 si ha la prima notizia certa della fondazione benedettina, voluta dai seguaci di Pietro Celestino, tra cui Roberto da Salle, che costruirono la chiesa di "Sancta Maria de Civitellis" e l'annesso monastero per i monaci celestini. Al 1312 risale il portale in facciata, come ricorda l'iscrizione sull'architrave, attribuito al maestro Nicola Mancini di Ortona, che rapprsenta l'unica testimonianza artistica della fabbrica trecentesca. Infatti, a partire dal 1677 e per volontà dell'abate Girolamo Lasena, la chiesa subì drastici interventi di rinnovamento che si protrassero per un decennio. La struttura, come per altri edifici ecclesiastici trasformati nel Seicento e nel Settecento, non fu alterata nell'impianto iconografico, che venne conservato fedele ai dettami trecenteschi, con l'aula unica ad andamento longitudinale, coperta da volta a botte lunettata, terminante nell'altare. L'architetto che ne riprogettò le forme in stile barocco, pur rispettando l'andamento perimetrale precedente della chiesa, riuscì però a farne un edificio completamente nuovo, movimentando con un gioco di pieni e vuoti le pareti laterali, scavate e ritmate da nicchie e paraste. All'interno di queste grandi nicchie, ottenute scavando la muratura, vennero posti altari laterali divisi da coppie di paraste ben distanziate. Si tratta di altari ricchi e sontuosi, tipicamente barocchi, molto simili tra loro, sui quali vennero collocate pale ovali. Da questi si differenziano i due altari delle cappelle del presbiterio, di cui risaltano le due volte riccamente decorate. L'abside è rettangolare e coperta a calotta su pennacchi sferici. Sugli angoli smussati sono quattro grandi statue in stucco raffiguranti i quattro Profeti: Geremia, Isaia, Davide e Salomone. Seppure non datate con precisione, è possibile riferire queste opere, in base ad un'analisi stilistica ed iconografica, alla fine del Seicento. A favore di questa ipotesi depongono analoghi interventi nella Collegiata di Pescocostanzo e nella Cattedrale di San Pelino a Corfinio. Sul fondo dell'abside è rappresentata in stucco l'immagine della Vergine che ascende al cielo e sulla volta della chiesa la Caduta di Lucifero, anch'essa dipinta in stucco dal chietino Donato Teodoro intorno alla metà del Settecento. La facciata attuale fu realizzata al tempo del rifacimento barocco della chiesa in forma semplicissima probabilmente con l'intento di lasciare in rilievo il portale trecentesco. Essa presenta due ordini coronati da timpano mistilineo ed è ripartita da quattro lesene che inquadrano ed esaltano il portale, sul quale spicca una testa di re coronato identificato con Carlo d'Angiò, protettore dei Celestini, riferibile ad un'epoca precedente quella della facciata. È sicuramente testimonianza della apertura della cultura cittadina nei confronti della lezione del Barocco romano di matrice borrominiana, a cui si richiama seppure in maniera vaga ed approssimativa.
Informazioni:  Diocesi di Chieti tel. 0871-3591218; Municipio tel. 0871-42381
Stato di agibilità:  Agibile
Chieti, chiesa di S. Maria della Civitella