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Chiese Barocche - Provincia di Chieti

Chiesa della Madonna del Ponte

Comune:  Lanciano
Come arrivare:  A24/A25/A14 RM-PE uscita Lanciano/ proseguire lungo la SP 82 direzione Lanciano da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ proseguire in direzione Isernia/ A14 direzione Pescara uscita Lanciano/ proseguire lungo la SP 82 direzione Lanciano
Notizie:  Le origini della chiesa della Madonna del Ponte di Lanciano affondano nella leggenda o nella fantasia degli scrittori e sono legate ad una statua in terracotta risalente ai primi secoli del Cristianesimo. Nascosta per secoli all'interno di uno dei pilastri del ponte di Diocleziano, la statua sarebbe tornata alla luce grazie ad un terremoto nel 1088 e su di essa sarebbe stata eretta dai fedeli una cappella, primo nucleo della chiesa attuale. L'Antinori, storico abruzzese, in un carteggio di cinque lettere inviate al canonico lancianese Silvestri Cinerini tra il 1762 e il 1775, interviene a smentire questa versione cercando di ricostruire le reali vicende sulla base di documenti storici. Inizialmente l'immagine della Madonna era semplicemente dipinta e solo nel 1442 venne scolpita la statua in creta ad opera dei figulinai lancianesi, come testimonia l'iscrizione a lato dell'immagine. Su di essa venne costruita una piccola cappella intitolata alla Madonna delle Grazie che, nel corso del Cinquecento, fu trasformata in chiesa dedicata alla Madonna del Ponte perché costruita sul preesistente ponte romano. L'edificio fu ampliato e rimaneggiato nei secoli successivi. L'impianto cinquecentesco era a pianta longitudinale con aula unica con copertura a capriate a vista senza interventi sulle pareti. Il primo ma non incidente lavoro di rimaneggiamento fu l'aggiunta dell'atrio nel 1640. Ad esso seguirono solo opere di decorazione che lasciarono inalterata la struttura originaria fino al 1685 quando ebbe inizio la vera trasformazione del tempio. Ancora per qualche decennio i lavori riguardarono la decorazione interna e furono affidati al pittore lombardo Anton Maria Porano che realizzò dei dipinti prospettici. L'intento era quello di compensare o correggere con prospettive architettoniche le brutte proporzioni dell'edificio, troppo basso rispetto alla larghezza. La prima idea di una vera e propria ristrutturazione risale al 1757 e all'arcivescovo Giacomo Leto che volle dare alla chiesa, ancora molto modesta, un aspetto più ricco consono al suo ruolo di santuario mariano. Così, egli pensò di sostituire l'altare in stucco della cappella della Madonna del Ponte e la balaustra in legno del presbiterio con opere più ricche in linea con i nuovi gusti. Allo scopo venne richiamato sul posto il famoso marmoraro napoletano, Crescenzo Trinchese, autore del bell'altare rococò della chiesa di San Gaetano. Negli anni Ottanta del Settecento l'altare della Madonna venne smembrato; la pala, separata dall'altare sottostante, venne utilizzata come fondale dell'altare maggiore. La balaustra, oggi sostanzialmente identica all'originaria, è stata ridotta nel tempo, in quanto alcuni suoi elementi ed il cancelletto rococò sono stati utilizzati per formarne un'altra a chiusura della cappella del Sacramento. Una seconda importante fase di lavori risale agli anni 1785-1787. Il progetto di trasformazione prescelto fu quello dell'architetto e stuccatore ticinese Carlo Fantoni, poi modificato dall'ingegnere napoletano Nicola Santoro e dal capomastro ticinese Giovanni Antonio Fontana di Penne. Il Fantoni, avendo presente come modello il S. Fedele a Milano di Pellegrino Tibaldi, progettò un organismo architettonico prevalentemente classico e solenne con effetti barocchi per quanto riguarda l'illuminazione. Elementi classici sono i baldacchini su colonne grandiose ma barocco è l'effetto scenografico, ottenuto attraverso la luce che entra dalla cupola e dai finestroni e che invade violentemente il presbiterio e quindi la navata divenendone protagonista. L'organismo ha una pianta a navata unica, molto grande, ritmata da un ordine di semicolonne corinzie che sostengono le volte a botte e interrompono la monotonia della navata. Sui lati sono posti altari dalle linee classiche. Ad accentuare la discontinuità è la Cappella del SS. Sacramento, sulla destra, che, completamente immersa nella penombra, ha un preciso valore plastico. Effetti chiaroscurali sono ottenuti anche mediante le nicchie scavate tra le colonne binate, nella parte centrale della chiesa. Un'altra nicchia si trova in fondo al presbiterio per accogliere la statua della Madonna del Ponte e su di essa sembra convergere tutta l'architettura dell'edificio così come l'interesse e lo sguardo del visitatore. Tutti questi espedienti decorativi e gli effetti plastici non riescono a sottrarre la chiesa alla penombra nella quale resta immersa. La copertura a volta è decorata da tre affreschi, di forma ellittica, raffiguranti soggetti biblici, i pennacchi della cupola sono coperti da altri dipinti, raffiguranti gli Evangelisti, ed altri ancora sono ai lati del presbiterio. Tutte le pitture sono attribuite a Giacinto Diana, pittore napoletano (1730-1803), e sono state realizzate negli anni 1788-1789. Altre opere pittoriche settecentesche sono la tela posta sulla parete sinistra del presbiterio ed una all'interno della cappella del SS. Sacramento che rappresenta l'Ultima Cena. Ai lavori murari seguirono le opere di decorazione eseguite tra il 1787 e il 1798 per mano di Alessandro Terzani, scagliolista comasco, che ha lasciato molto del suo lavoro nella regione. Egli realizzò una decorazione a stucco in forme pre-neoclassiche. Al 1793 risale la collocazione, al centro del presbiterio, dell'altare maggiore in marmo con fondale a colonne di diaspro, di cui la parte maggiormente degna di rilievo è il paliotto, realizzato dalla bottega di Felice e Loreto Di Cicco di Pescocostanzo, che presenta un disegno tardo-barocco. Agli stessi artisti sono da attribuire le incorniciature in marmo dei dipinti a lato della pala realizzati da Giuseppangelo Ronzi. Nel 1800 iniziarono i lavoro di costruzione della facciata e contestualmente venne demolita la chiesa dell'Annunziata che era stata la prima cattedrale di Lanciano.
Informazioni:  Municipio tel. 0872-44306; Curia diocesana di Lanciano-Ortona tel. 0872-712648
Stato di agibilità:  Agibile
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte, facciata
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte, affreschi di Giacomo Diana
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte, La lapidazione di S. Stefano  dipinto di Giacinto Diano
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte, La Natività della Vergine dipinto di Giacinto Diano
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte, affreschi di Giacinto Diano raggiguranti gli Evangelisti
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte,interno
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte,cappella del Sacramento
Lanciano, cattedrale Madonna del Ponte,altare maggiore