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Chiese Barocche - Provincia di Pescara

Chiesa di Santa Maria in Colleromano

Comune:  Penne
Frazione:  località Colleromano
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pescara Nord-Città S.Angelo-Montesilvano/ proseguire in direzione Montesilvano/ Cappelle sul Tavo/ Loreto Aprutino/ Penne da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Pescara Nord-Città S.Angelo-Montesilvano/ proseguire in direzione Montesilvano/ Cappelle sul Tavo/ Loreto Aprutino/ Penne
Autore:  Giovan Battista Gianni; Girolamo Rizza del Vaglio; Carlo Piazzoli da Pigra (o Piazzola); Giovanni Antonio Fontana
Notizie:  La chiesa ed il convento di S. Maria si trovano a pochi chilometri dal centro abitato di Penne in una località denominata Colleromano. Le origini del complesso sono medievali e le sue strutture, sebbene abbiano subito innumerevoli modiche nel corso del tempo, conservano alcune tracce dell'antico passato. La chiesa è edificata tra la fine del Duecento e l'inizio del Trecento dai Benedettini dell'ordine cistercense con un semplice impianto basilicale senza transetto, coro tripartito ed archi ogivali impostati su pilastri in laterizio alternativamente circolari, quadrati ed ottagoni. Nel 1505 la chiesa e il convento sono ceduti ai Francescani di Penne che, abbandonato l'insediamento ormai decadente di S. Cristoforo, avviano subito i lavori di restauro e di abbellimento del complesso. A questo primo intervento risale la sostituzione della copertura a tetto delle navate e del presbiterio con un sistema di volte a crociera (quelle attuali sono frutto del restauro realizzato tra il 1953 e il 1966); nel 1547 sono commissionati i nuovi stalli del coro, mentre, tra la fine del XVI e l'inizio del secolo successivo, il maestro Altobelli Berardino realizza l'altare maggiore con una maestosa mostra in legno intagliata che incornicia delle tele e le sculture lignee raffiguranti la Vergine, S. Francesco e S. Bernardino. Nella seconda metà del Seicento è avviata una nuova fase di lavori con la quale si incide in maniera più determinante sulla conformazione strutturale originaria, nell'intento di riqualificare la spazialità interna della chiesa secondo le mutate esigenze liturgiche e di gusto. Lungo le pareti delle navate laterali sono così ricavate delle piccole nicchie con i relativi altari, la cui ricca ornamentazione a stucco è realizzata dal maestro lombardo Giovan Battista Gianni e dai suoi allievi Girolamo Rizza e Carlo Piazzola (Battistella 1989); sebbene dalle fonti sappiamo che la nuova consacrazione della chiesa avviene nel 1672, è probabile che i lavori si siano protratti fino agli inizi del XVIII secolo. Diversamente, le decorazioni ad affresco recuperate all'interno delle cappelle- nicchia in veste di pala d'altare sono opere perlopiù risalenti al XVI secolo, come il dipinto raffigurante la Deposizione di Cristo del primo altare a sinistra o il S. Antonio di Padova (1544) del quarto; al XV secolo è databile l'affresco posto sul primo intercolumnio della navatella sinistra raffigurante le Laudi della Vergine. La stagione di lavori si conclude nel 1792 con l'ultima importante commissione, affidata all'architetto Giovanni Antonio Fontana, riguardante l'ammodernamento della facciata. In occasione del restauro condotto dal Genio Civile nel 1960-61, nell'intento di "recuperare" l'aspetto medioevale della chiesa, la facciata del Fontana è stata demolita e sostituita da una semplice e purtroppo anonima cortina di mattoni. L'architetto era invece riuscito a rinnovare il fronte della chiesa salvaguardando allo stesso tempo le forme medievali del portale maggiore trecentesco, in una "equilibrata fusione fra elementi tradizionali e forme classiche" (Bartolini Salimbeni, 1993). Egli aveva inserito il portale all'interno di una doppia partitura di lesene che, insieme all'architrave e al timpano, disegnavano il profilo di un tempio; una nicchia posta tra il portale e il timpano ospitava la statua raffigurante la Madonna con in grembo il modellino della chiesa, mentre la luce filtrava all'interno tramite quattro finestre. Durante lo stesso discusso restauro, che si era reso necessario a seguito degli ingenti danni provocati dalla seconda guerra mondiale, sono state rifatte le coperture, impostandole ad un'altezza maggiore di quella originaria, sono state aggiunti due archi rampanti ed è stato infine arretrato il fronte del convento che occultava in parte la facciata della chiesa.
Informazioni:  Municipio tel. 085-821671
Stato di agibilità:  Inagibile
Penne, chiesa di S. Maria in Colleromano, facciata
Penne, chiesa di S. Maria in Colleromano, facciata
Penne, chiesa di S. Maria in Colleromano, pianta