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Chiese Barocche - Provincia di Teramo

Chiesa di San Francesco di Atri

Comune:  Atri
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita Teramo/ A14 direzione Pescara uscita Atri-Pineto/ proseguire in direzione Atri da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara/ A14 direzione Ancona uscita Atri-Pineto/ proseguire in direzione Atri
Notizie:  La presenza dei Francescani ad Atri risale sicuramente alla prima metà del Duecento, dato che trova conferma nella sepoltura in convento del beato Andrea, morto nel 1241. A ulteriore conferma dell'antichità e dell'importanza del cenobio è il Concilio di Narbona del 1260 durante il quale si decide la sua elevazione a capoluogo della Custodia Adriensis. A sottolineare l'importanza di questo cenobio è la sua elevazione a capoluogo della custodia che prese il suo nome, Custodia Adriensis appunto, nel Concilio di Narbona del 1260. La più antica menzione della chiesa risale ad un lascito del 1296 ed anche le strutture residue dell'edificio originario permettono di datarlo tra la fine del XIII secolo e l'inizio del XIV. Attualmente la chiesa mostra una veste settecentesca, acquisita dopo il parziale crollo dovuto al terremoto del 1688, ma conserva notevoli resti della struttura primitiva, che permettono di pensare ad essa come la più grande chiesa francescana della regione. Sicuramente era a navata unica coperta con capriate e al coro quadrato si accedeva tramite un grande arco ogivale con ghiera lavorata. Lungo le mura perimetrali del coro, in origine voltato a crociera, sono ancora conservate tracce di affreschi. La ricostruzione settecentesca, realizzata secondo alcuni su progetto di Giovan Battista Gianni, si conclude nel 1715 con la riduzione delle dimensioni della nuova chiesa rispetto al perimetro dell'edificio medievale; si sceglie di arretrare la facciata e soprattutto di escludere dal rifacimento l'antico spazio presbiteriale ed il coro quadrato, che sono in parte rimpiegati per la realizzazione di ambienti accessori e di una nuova sagrestia. L'ampia spazialità della chiesa francescana medievale è rimodellata adattandovi lo schema della chiesa gesuitica, tipico modello controriformista; un'ampia navata coperta a botte composta da due campate con cappelle laterali e brevi vani di raccordo, un vano cupolato con pseudotransetto e presbiterio a terminazione piana. La decorazione degli interni non è particolarmente significativa se non fosse per le mostre d'altare impreziosite da stucchi e da pale settecentesche tra le quali ricordiamo le tele raffiguranti una Madonna con Bambino e Santi e Tobia con S. Raffaele Arcangelo. Notevole è inoltre il tabernacolo ligneo nella seconda cappella a sinistra, databile sempre al XVIII secolo, ed il tabernacolo, in legno, avorio e smalto, datato 1930. Nel corso del Settecento sono molte le chiese che seguono l'icnografia messa in opera ad Atri; meno eco ha invece la facciata che qualifica con originalità lo spazio urbano antistante grazie ad una scenografica scalinata a doppia rampa. Realizzata completamente in laterizio, la facciata barocca rinuncia a qualsiasi tipo di orpello, preferendo la semplice scansione in paraste, fascia marcapiano ed una terminazione a timpano, combinata con l'ardita soluzione delle ali laterali arretrate che inflettono per raccordarsi alla cortina muraria della navata.
Iscrizioni:  In controfacciata: "Ierusalem spectare novam santamque licebit/ quinque retro lustris quae ruit acta solo/sed longe melior mira arte novata resurgit/non hominem dices sed renovasse deum/Anno Domini MDCCXV"
Informazioni:  Municipio: tel. 085-8791220
Stato di agibilità:  Inagibile
Atri, chiesa di S. Francesco, facciata
Atri, chiesa di S. Francesco, interno