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Castelli Provincia dell'Aquila

Castello di Pettorano Sul Gizio

Comune:  Pettorano Sul Gizio
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pratola Peligna-Sulmona/ proseguire lungo la SS 17 direzione Sulmona/ Roccaraso/ Pettorano sul Gizio da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ Pettorano sul Gizio.
Notizie:  L'imponente struttura eretta nell' XI secolo si affaccia sul fiume Gizio dominando, dal colle della Guardiola, l'intera Valle Peligna. Durante la dominazione normanna il castello fu feudo di Oddo, figlio di Oddone di Pettorano. Esso ricoprì inoltre un ruolo di primo piano nelle vicende degli Hohenstaufen e nella politica di riconquista dei territori abruzzesi attuata da Federico II. Fu con la dominazione angioina, sul finire del XIII secolo, che assunse un importante ruolo nell'ambito dello stato feudale dei Cantelmo. La fortezza ha una pianta poligonale irregolare, alterata nell' angolo nord-est dall'intromissione nel suo perimetro di abitazioni private. Il castello ha sei porte d' accesso; lo connotano come struttura difensiva sia la scarpa basamentale che corre lungo tutto il perimetro, sia il fatto che gli angoli nord-ovest e sud-ovest della struttura sono rinforzati da torrioni cilindrici e quello sud-est da un bastione a punta. Le cortine murarie dell' intero perimetro e le torri sono caratterizzate da compattezza e severità: praticamente prive di elementi decorativi e di aperture ampie, sono interrotte solo da piccole feritoie e archibugiere. Dal centro della fortezza emerge la torre puntone, a pianta pentagonale, che, sebbene priva del coronamento, sovrasta di molto in altezza il resto della costruzione. Il puntone viene concordemente ritenuto più antico del resto del castello, da alcuni studiosi addirittura altomedievale. Di particolare rilievo è l' ingresso rialzato del puntone, posto sul lato nord, cui si accede tramite un'alta scala a chiocciola moderna, caratterizzato da un architrave con inciso lo stemma dei Cantelmo che detennero il possesso di Pettorano sino alla metà del XVIII secolo, quando il feudo passò ai Tocco di Montemiletto. Alcune tracce della cinta muraria che circondava il borgo sono ancora individuabili, oltre ad alcune torrette di guardia tuttora riconoscibili anche se in parte modificate. Il complesso fortificato è stato sottoposto, dal 1992 al 1998, a lavori di consolidamento conservativo delle strutture murarie e di rifacimento degli interni a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici dell'Aquila. Il castello, proprietà del Comune di Pettorano sul Gizio, in seguito al restauro compiuto negli anni novanta, è stato parzialmente trasformato in una moderna struttura espositiva e ospita mostre, esposizioni temporanee e concorsi fotografici.
Informazioni:  Municipio tel. 0864-8115; visite guidate su richiesta: Riserva Naturale Monte Genzana-Alto Gizio, tel. 0864-487006; fax. 0864-487965. Pettorano sul Gizio fa parte del club "I Borghi più belli d'Italia" (sito web: www.borghitalia.it)
Stato di agibilità:  Agibile
Pettorano sul Gizio, castello, prospetto principale
Pettorano sul Gizio, castello, torrione cilindrico