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Chiese medievali Provincia dell'Aquila

Chiesa di Santa Lucia

Comune:  Magliano dei Marsi
Come arrivare:  A1 NA-RM uscita Cassino/ seguire indicazioni per Sora/ Avezzano/ Magliano dei Marsi
Notizie:  E' molto difficile, per mancanza di notizie storiche, ricostruire la storia della chiesa di Santa Lucia e stabilire la data della sua fondazione. Secondo alcuni studiosi si può far coincidere la sua origine con quella del paese che si colloca in epoca romana. In quest'ottica si pone l'ipotesi di Paolo Fiorani (Fiorani P., 1978) che suppone che la chiesa sia stata edificata sui resti di un tempio romano, dedicato a Giove Statore, che si trovano mescolati con le fondamenta dell'edificio. Storicamente la fondazione della chiesa viene fatta risalire al XIII secolo e all'iniziativa della Scuola Marsicana, che nacque nel corso del Duecento attraverso l'apporto di maestranze ed artisti borgognoni. Una scuola che ha creato un suo stile applicandolo soprattutto nel territorio marsicano. Determinante è stato l'apporto dei Maestri aquilani che nella prima parte del Quattrocento modificarono profondamente la facciata, innalzandola e chiudendola in senso orizzontale, secondo un modello che si ritrova in molte chiese aquilane ed abruzzesi dell'epoca. Soprattutto a loro si deve l'arricchimento del fronte attraverso l'aggiunta del rosone e l'adeguamento ad esso dello stile scarno dei portali, che vennero arricchiti mediante l'aggiunta di colonne e capitelli lavorati. La chiesa ha subito nei secoli successivi molteplici interventi di restauro e ampliamento che ne hanno modificato l'assetto originario. Tra questi incisivo è stato il restauro del 1820, sotto l'abate Falocco, che ha contribuito a snaturarne l'aspetto. Una data decisiva nella sua storia è il 13 gennaio 1915, giorno del terribile e devastante terremoto che la distrusse dalle fondamenta. La ricostruzione successiva ha riedificato l'organismo ispirandosi alla struttura architettonica delle origini ed eliminando le aggiunte rinascimentali e barocche. Il Gavini (Gavini 1927, edizione 1980) ha riconosciuto nella costruzione precedente il terremoto tre diverse epoche corrispondenti ai diversi caratteri stilistici, quella medievale della fondazione, quella rinascimentale e quella barocca. Dalle sue parole sappiamo che prima del terremoto la chiesa aveva ancora la struttura trecentesca tipica dell'area marsicana, a tre navate con abside rettangolare e facciata a coronamento orizzontale. La navate erano divise tra loro da piloni rettangolari; quelle laterali erano scandite in campate da archi trasversali poggianti da un lato sui piloni e dall'altro su semicolonne addossate alle pareti esterne, la copertura era a volta a crociera. Questa tipologia è comune a diverse chiese marsicane come applicazione dello stile che i maestri borgognoni avevano utilizzato in Santa Maria d'Arabona. A questi maestri vanno riferiti i quattro plutei (vd. Sezione Scultura medievale, prov. Aq) che costituivano in origine il cancello presbiteriale che divideva l'area destinata al presbiterio da quella destinata ai fedeli; si trattava di un parapetto formato da più pannelli decorati e scolpiti a bassorilievo raffiguranti animali simbolici o scene allegoriche. L'uso di questi cancelli era diffuso nel tredicesimo secolo e trova un antecedente importante nell'oratorio di San Pellegrino a Bominaco. Ogni cancello era costituito da due plutei disposti di fronte a due a due. Oggi i pannelli sono presenti sulla facciata della chiesa, disposti a due a due a sinistra e a destra della grande finestra che sormonta il rosone. A sinistra in uno un grifo ghermisce un agnello, nell'altro un leone azzanna un uomo nudo; a destra una sfinge tiene per le unghie un uomo e nell'altro Sansone doma il leone. I plutei sono riuniti da un'intelaiatura riccamente decorata che si articola in due fregi separati da un listello. Foglioline a forma di cuore sono protagoniste della cornice interna, foglie d'acanto e di palma decorano quella esterna secondo uno stile che trova riscontro nei portali di Paterno, Avezzano, Trasacco. Questi plutei rappresentano una delle opere più belle dei maestri marsicani con gran probabilità attribuiti ad un artista anonimo che molto lavorò nella regione. Nel pluteo raffigurante il leone è presente un'iscrizione a caratteri latini: Rotas Opera Tenet Arepo Sator; ancora oggi di dubbio significato, è la stessa presente nel fronte della chiesa di San Pietro ad Oratorium presso Capestrano. Altri elementi scolpiti appartenenti alla stessa epoca sono presenti sul prospetto, poco sotto il cornicione. La facciata attuale riproduce con grande approssimazione la facciata esistente prima del terremoto. Essa è stata rimontata secondo quel modello con un'unica eccezione, la mancanza dei due ovuli posti al fianco del rosone e al di sopra dei portali laterali. La facciata, in modo analogo all'intero organismo, è il risultato di tre momenti artistici diversi che lasciano traccia nei caratteri stilistici evidenti ad un primo sguardo. E' costituita da una muraglia in pietra concia a coronamento orizzontale, divisa in due parti disuguali da una fascia costituita da due listelli. La parte più antica è quella inferiore ascrivibile ai primi decenni del Trecento. Essa presenta tre portali ad arco acuto, di tipo cistercense, molto vicini ai portali della Badia della Madonna della Vittoria, che dovette fare da modello; si suppone che i maestri francesi che avevano lavorato nella Badia o qualche loro apprendista applicasse subito dopo gli stessi canoni nei portali di Santa Lucia. Il portale centrale, maggiore degli altri, è il più ricco dei tre. Il Gavini sostiene che esso sia la risultante di due interventi diversi, uno legato allo stile borgognone del primo Trecento, l'altro ai Maestri aquilani del primo Quattrocento. Nell'analisi stilistica è possibile rinvenirne i diversi caratteri. Esso è contenuto in pilastrate composte da tre colonnine, poggianti su basi attiche e terminanti in capitelli, che proseguono a formare i cordoni dell'archivolto. Accanto a queste colonne di mano borgognona sono state aggiunte due colonne frontali poggiate su leoni. Di fusto maggiore delle altre preesistenti, le due colonne sono diverse tra loro: quella di destra è formata da un triplo cordone avvolto a spirale assumendo l'aspetto di un tortiglione, quella di sinistra è a spina di pesce con incisi i gigli angioini. I capitelli corinzi, in cui culminano le colonne, diventano la base di appoggio dell'archivolto, più sporgente dei tre cordoni sottostanti, che è scolpito a bassorilievo con un corona di grandi fiori disposti l'uno accanto all'altro in modo da creare una fitta e ricca decorazione ed un giro di fiorellini a punta di diamante. I leoni su cui poggiano le due colonne potrebbero essere resti di monumenti romani. Le aggiunte delle colonne e dell'archivolto di età quattrocentesca avevano la funzione di arricchire il portale in linea con il nuovo stile aquilano che trova espressione nel rosone fiorito. I due portali laterali sono più piccoli del centrale e molto simili tra loro. Presentano doppie colonnine culminanti in capitelli a campana con abaco ottagonale sui quali poggia l'archivolto formato da due archi ogivali. Nella lunetta del portale di sinistra è un motivo trilobato che contiene l'Agnello crocifero che manca nella lunetta di destra. Sulle mensole alla base della lunetta, in entrambi i portali, sono presenti una protome animale da una parte ed una protome umana dall'altra, nascoste tra le foglie. Il rosone, in asse con il portale centrale, poco al di sopra della fascia marcapiano, è una grande rosa fiorita ricca ed elegante. Contornato da una ricca cornice ornata a larghe foglie di acanto, esso si compone di dodici colonnine prismatiche disposte a raggiera che portano archi a chiglia, tangenti coi loro vertici al circolo del vano. Tra uno arco e l'altro gli spazi sono ripartiti in tre trafori per mezzo di archetti gotici inscritti. Il rosone è certamente opera dei Maestri aquilani e trova somiglianze con quelli di Albe, Celano e con quello posto sul portale di destra della Basilica di Collemaggio. Nella parte più alta della facciata campeggia una grande finestra barocca frutto di un restauro settecentesco. Questa nuova apertura risulta in contrasto con l'insieme a carattere prevalentemente romanico-gotico.
Informazioni:  Municipio tel. 0863-5161
Stato di agibilità:  Agibile
Magliano dei marsi, chiesa di santa Lucia, facciata
Magliano dei marsi, chiesa di santa Lucia
Magliano dei marsi, chiesa di santa Lucia, pluteo sulla facciata