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Chiese medievali Provincia dell'Aquila

Chiesa di San Pietro di Coppito

Comune:  L'Aquila
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita L'Aquila da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ L'Aquila
Notizie:  La chiesa di S. Pietro di Coppito è edificata per volere dei Poppletani (dal nome latino di Coppito, Poppletum cioè pioppo) che nel XIII secolo partecipano alla fondazione della città dell'Aquila. L'intitolazione della chiesa a S. Pietro, venerato anche a Coppito, rafforza e ribadisce il legame dei Poppletani con il castello di provenienza. L'edificio mostra oggi il volto medievale recuperato dai restauri condotti dalla Sovrintendenza tra il 1969 e il 1971, in occasione dei quali sono state eliminate le decorazioni barocche ed effettuate delle ricostruzioni in stile. L'ampia facciata a terminazione orizzontale della chiesa di S. Pietro delimita la piazza antistante come la scena di un teatro; è stata ripristinata durante i restauri utilizzando, dove possibile, i materiali autentici. Divisa in due ordini da una cornice marcapiano ottocentesca (salvata dal restauro di ripristino), accoglie nel primo ordine il portale, e nel secondo ordine l'ampio rosone; un motivo ad arcatelle cieche su mensole zoomorfe, delle quali molte sono di reintegro, chiude la composizione. Nel portale gli stipiti e l'archivolto sono ampiamente reintegrati mentre l'architrave è costituito da pezzi di altra provenienza raffiguranti Cristo e gli Apostoli. I due leoni che fiancheggiano il portale, rinvenuti nel XIX secolo, sono databili all'età romana. In S. Pietro incontriamo uno dei primi esempi di facciata a terminazione orizzontale, una tipologia che nasce a L'Aquila e subito si irradia nella provincia. L'origine di tale coronamento è dibattuta, secondo alcuni è legata a motivazioni simboliche (il quadrato che accoglie il cerchio, come il cielo avvolge la terra), mentre altri, come per esempio il Moretti (Moretti, 1971), vi individuano ragioni statiche, una risposta ai tanti terremoti che tormentano il nostro territorio. A sinistra, in corrispondenza delle absidi, si innalza la massiccia torre campanaria di pianta ottagonale, un tempo terminante a cuspide. All'interno la chiesa mostra una pianta alquanto originale, lontana dall'ipotesi ricostruttiva proposta dal Gavini (Gavini 1927, edizione 1980) che prevedeva un sistema a tre navate. La chiesa è costituita da un'ampia navata centrale coperta a tetto ligneo a vista, illuminata da due monofore trilobate ed aperta solo a destra ad una navatella, tramite tre archi a tutto sesto su piloni rettangolari. A sinistra non corrisponde un'altra navata, come vorrebbero illudere l'archeggiatura cieca di restauro ed il varco tamponato visibile esternamente che, in realtà, è relativo ad una cappella abolita (la cappella della Concezione?). Un arco a tutto sesto (di restauro) introduce nello spazio presbiteriale che mostra una scansione "difficile da decifrare" (Antonini, 2004), per via di due ambienti di preludio al presbiterio vero e proprio, ulteriormente delimitato da tre archi trionfali impostati su pilastri a sezione ottagona. Chiudono la scena tre absidi innalzate da quattro gradini, definite da archi a sesto acuto e coperte da volte a nervature radiali che disegnano delle sottili lesene lungo le pareti. L'evidente fuori asse del capocroce rispetto al resto della chiesa può essere ricondotto alla rappresentazione simbolica del capo reclinato di Cristo al momento della morte (Gv. 19,30: "et inclinato capite emisit spiritum" - Antonini, 2004). Le origini della chiesa di S. Pietro non sono ben documentate, mentre l'analisi delle strutture dell'edificio evidenzia un organismo poco organico, da non poter riferire ad un unico intervento costruttivo. L'Antonini identifica nella navatella destra (occultata già nel Cinquecento) la parte più antica della chiesa; essa presenta caratteristiche strutturali estranee al carattere protogotico o borgognone che impronta l'edilizia aquilana delle origini, elementi che spingono ad anticiparne la realizzazione alla fine del XII secolo o primo ventennio del Duecento (Antonini 2004). Su questo primitivo edificio si innesta la chiesa duecentesca dei Poppletani, che risulta esistente nel 1257; nel 1259, a seguito dell'attacco di Manfredi alla città, deve essere andata distrutta e quindi ricostruita, insieme alla città, dopo il 1266. La chiesa che oggi vediamo, grazie ai confronti con la basilica di S. Maria Maggiore di Collemaggio, può esser datata tra gli anni Settanta (la navata) e gli anni Ottanta del Duecento (transetto e torre campanaria). Un nuova fase edilizia si apre nel Trecento con la realizzazione della facciata e, forse a seguito dei danni subiti dal terremoto del 1315, con il rifacimento delle absidi poligonali. La chiesa di S. Pietro conserva all'interno delle interessanti decorazioni ad affresco: nell'abside a ovest troviamo un ciclo datato al Trecento raffigurante gli Apostoli, la Leggenda di S. Giorgio e Santi; in una edicola lungo la navata è dipinta una Madonna con Bambino e Santi del Cinquecento, attribuita a Paolo da Montereale; nella parete che tampona una delle arcate della navatella sono visibili una Madonna di Loreto del XVI secolo e una Crocifissione del XIV secolo. Degna di nota è anche la scultura in pietra raffigurante S. Pietro, posta entro un'edicola, di sapore gotico e datata al Quattrocento.
Informazioni:  Soprintendenza PSAE dell'Abruzzo tel. 0862-633212; Ufficio I.A.T. tel. 0862-410808; Municipio tel. 0862-6451
Stato di agibilità:  Inagibile