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Chiese medievali Provincia di Pescara

Chiesa di San Massimo - Cripta

Comune:  Penne
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pescara Nord-Città S.Angelo-Montesilvano/ proseguire in direzione Montesilvano/ Cappelle sul Tavo/ Loreto Aprutino/ Penne da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara uscita Pescara Nord-Città S.Angelo-Montesilvano/ proseguire in direzione Montesilvano/ Cappelle sul Tavo/ Loreto Aprutino/ Penne
Notizie:  La chiesa di San Massimo sorge sul Colle Sacro ed ha origini molto antiche delle quali restano poche tracce a causa dei molteplici rimaneggiamenti e ricostruzioni avvenute nel corso dei secoli. La chiesa vede le sue origini prima del Mille. Secondo la tradizione sarebbe sorta al di sopra di un edificio pagano o di un tempio romano come inducono a sostenere i resti di costruzioni romane, come colonne sparse nelle vie adiacenti, di cui alcune riutilizzate nella cripta; a tal proposito il Gavini (Gavini 1927, ristampa 1980) parla di un tempio di Vesta. Materiali costruttivi reperiti durante i restauri hanno permesso di sostenere la presenza di preesistenti chiese cristiane. Certamente la chiesa doveva già esistere nel 868, come sede di un'antica diocesi, quando vennero traslate all'interno della sua cripta le reliquie di San Massimo, al quale da quel momento la chiesa è stata dedicata. Di questa fase restano la cripta ed alcuni interessanti frammenti lapidei tra cui un bassorilievo del II-III secolo d.C. raffigurante una Lotta tra gladiatori, oggi conservato nel Museo Civico Diocesano adiacente alla chiesa. La cattedrale è stata ricostruita nel corso del XI secolo assumendo un carattere romanico, poi è stata rimaneggiata nel Trecento secondo i canoni gotici e nel 1660 secondo lo stile barocco. Ha subito un intervento di restauro mal riuscito nel 1905. Un bombardamento aereo nel 1944 ha determinato la distruzione di gran parte dell'organismo. Quello che vediamo oggi è l'effetto di un restauro del 1955 che ha radicalmente ripristinato l'edificio religioso. Attraverso questi rifacimenti e restauri la chiesa ha perso quasi completamente il suo carattere romanico, ad eccezione della cripta che conserva il suo aspetto originario. La chiesa ha pianta a croce latina. Ha tre navate, di cui più alta quella centrale, divise da arcate ogivali su pilastri, ai quali si appoggiano semicolonne con capitelli cubici. Si conclude in un presbiterio in posizione rialzata così da creare maggiore spazio per la cripta. La copertura è a capriate in vista. La facciata è stata ricostruita nel 1955 dopo la completa distruzione provocata dal bombardamento del 1944; a salienti, si presenta in muratura semplice in cotto arricchita dal trecentesco rosone a ruota e da un portale rinascimentale del 1574 con archivolto ogivale, entrambi provenienti da altri lati dell'organismo. A fianco della facciata si erge la torre campanaria del XIV secolo; una struttura massiccia interamente in cotto caratterizzata, nella parte centrale a segnare il passaggio all'ultimo dado, da una cornice di archetti gotici intrecciati. Questo tipo di decorazione, prodotto della scuola di Atri, trovò molta diffusione nel teramano e nel chietino nei secoli successivi. La porta d'ingresso, posta su due gradoni, è una piccola apertura dalla ricca cornice romanica costituita da lastre scolpite a rilievo piuttosto appiattito con girali di vegetazione; il tipo di decorazione e la tecnica di rilievo collocano il portale alla seconda metà dell'XI secolo e trovano riscontro in un motivo di grande diffusione nei portali dell'epoca. La cripta, a differenza della chiesa superiore, conserva integro il suo carattere romanico grazie soprattutto ai recenti lavori di restauro che hanno smantellato le aggiunte e le sovrastrutture. Quattro sostegni, di cui due pilastri all'esterno e due colonne in posizione centrale, sui quali si aprono archi a tutto sesto, dividono lo spazio in cinque piccole navate. Al termine delle navatelle sono tre absidi. La copertura è a volte a crociera, realizzate in fase di restauro. Dei quattro sostegni principali è necessario notare alcuni particolari, utili anche per la datazione della cripta. I fusti, lisci o scanalati, sono monoliti di granito o altro tipo di marmo orientale provenienti da resti di edifici classici; i capitelli, invece, sono stati creati appositamente per quell'ambiente secondo lo stile importato in Abruzzo dalle maestranze lombarde. Essi appartengono al tipo "cubico", cioè sono costituiti da più facce malamente arrotondate e decorate da piccoli fiori stilizzati per mezzo di solchi profondi. Questa tipologia di capitello era molto diffusa nell'architettura lombarda tra il IX e l'XI secolo e trova diffusione in Abruzzo nei primi secoli dopo il Mille. Il caso di Penne rappresenta, secondo il Gavini (Gavini 1927, ristampa 1980), il momento di passaggio tra il tipo più antico e quello più tardo. L'analisi stilistica dei capitelli permette di datare la cripta; a tal proposito esistono diverse ipotesi: il Moretti fa risalire la cripta al XI secolo, il Gavini la anticipa di un secolo. Al periodo medievale appartengono anche i resti degli affreschi presenti sui pilastri, realizzati tra il Duecento ed il Trecento, l'altare maggiore del 1180, attribuito al maestro Acuto, con il suo bel paliotto decorato ad intaglio in maniera molto simile al portale e al rosone della chiesa di Sant'Angelo a Pianella, alcuni pannelli dell'iconostasi che presentano raffigurazioni di animali scolpite per la maggior parte intorno all' XI secolo, un Crocifisso ligneo, dipinto nel Duecento, ed un'acquasantiera, costituita da elementi medievali e rinascimentali, sostenuta da una figura di vecchio e da due putti.
Informazioni:  Municipio tel. 085-821671
Stato di agibilità:  Agibile
Penne, cattedrale di San Massimo
Penne, cattedrale di San Massimo, interno
Penne, cattedrale di San Massimo, campanile
Penne, cattedrale di San Massimo, portale
Penne, cattedrale di San Massimo, facciata con rosone