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Eremo - Provincia dell'Aquila

Eremo di Santa Maria della Ritornata

Comune:  Civita d'Antino
Tipologia:  Eremo
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Avezzano/ proseguire in direzione Sora/ Civitella Roveto/ Civita d'Antino da Napoli: A1 NA-RM uscita Cassino/ seguire indicazioni per Sora/ Avezzano/ Civita d'Antino
Notizie:  A poca distanza dal paese di Civita d'Antino, sulle pendici della Serra Lunga, si trova l'eremo della Madonna della Ritornata. L'eremo è stato menzionato per la prima volta nella bolla di Papa Lucio III del 1183 con l'intitolazione di "Santa Maria de Tornara" e, successivamente, in un inventario della parrocchia di Morrea del 1511, come "romitaggio in tenimento di Civita". Nei successivi documenti che lo riguardano il nome si trasforma dapprima in "Santa Maria de Tornata", poi in "Santa Maria de Ritornata", fino a "Santa Maria della Ritornata". L'odierno complesso si sviluppa per oltre trenta metri, escludendo una piccola aggiunta che occupa il lato est. Una semplice scalinata conduce all'ingresso del Santuario, la cui lunetta è decorata con un'affresco, oggi poco leggibile, risalente al 1200 e raffigurante la Madonna. Uno stretto ingresso separa la zona cultuale da quella abitativa. A destra si entra nella piccola chiesa (10 x 3,5 metri circa), le cui pareti laterali sono completamente intonacate, anche se recenti restauri hanno individuato, sotto lo strato di malta, resti di affreschi bizantini notevolmente deteriorati a causa dell'umidità. Il presbiterio è messo in risalto da un gradino e da una balaustra in marmo, costruiti recentemente, che contrastano con la semplicità dell'ambiente circostante. Il catino absidale, completamente affrescato, presenta nella parte superiore l'immagine del Cristo benedicente tra gli Apostoli e nella parte inferiore l'immagine degli undici Apostoli, ognuno con una pergamena in mano, le cui figure, cinque a destra e sei a sinistra, hanno perso parte della pellicola pittorica e della luminosità. Il Messia in trono ha la mano destra alzata nell'atto della benedizione e con la sinistra regge un libro ove si legge, a lettere abbreviate: "Rex ego sum celt (coeli) populumque de morte redemi" (Io sono il Re del cielo ed ho redento il popolo dalla morte). A sinistra dell'aula, su un basso gradino, è posizionata una statua lignea in pessimo stato, rappresentate San Barnaba. Di fronte alla chiesa è posta la zona abitativa; essa è formata da due stanze nelle quali si conservano ancora un caminetto e una fornacella, e da una piccolo ambiente ricavato nella roccia che anticamente fungeva da torre campanaria. Pochi gradini conducono al piano superiore in cui, lungo uno stretto corridoio, si dislocano tre piccole stanze. La parte centrale del corridoio conserva ancora elementi di copertura a botte, mentre all'estremità esso termina in due terrazzini. Di lato alla scalinata d'ingresso si apre una bassa porticina, che introduce a sua volta in uno stretto e lungo corridoio sottostante la chiesa, coperto da una volta a botte con finestra sul lato destro e stretta apertura sul fondo. Sull'intonaco sono presenti grandi stelle ad otto punte dipinte di colore rosso. Sicuramente questo vano doveva costituire il nucleo originario del complesso. La Madonna della Ritornata si festeggia il sabato successivo all'Assunta quando numerosi pellegrini si recano all'eremo per trascorrere una giornata tra canti e preghiere. Alla sera, al ritorno dal Santuario, i fedeli incontrano sulla strada l'icona sacra della Madonna. Questo momento rappresenta il culmine delle celebrazioni con la suggestiva fiaccolata che si snoda sulle pendici della montagna. In passato la Madonna della Ritornata veniva festeggiata il martedì dopo Pasqua e il giorno della Pentecoste. Il nome del santuario è legato all'icona della Madonna della Ritornata, immagine lignea quattrocentesca (1421) conservata nella chiesa del paese. La tradizione riferisce inizialmente della traslazione della sacra icona e in secondo momento, della sua miracolosa ricomparsa. Il motivo del "ritorno" dell'immagine sacra è molto comune nella leggenda di fondazione dei santuari e molte volte ne giustificano la costruzione stessa. Ma questo caso è diverso: non si tratta di una leggenda di fondazione, visto che l'eremo è già presente nella narrazione; quindi tale leggenda giustificherebbe solo il suo trasferimento nella chiesa parrocchiale del paese e la nascita del culto. La leggenda nel corso dei secoli ha subito numerose variazioni. Essa racconta che sulla via del ritorno la Madonna si sedette per riposare su una pietra, nota ai fedeli come "petruzza santa", e avrebbe così lasciato l'impronta del suo divino corpo.
Informazioni:  Municipio tel. 0863-978564
Stato di agibilità:  Agibile
Civita d'Antino, Eremo di Santa Maria della Ritornata, esterno
Civita d'Antino, Eremo di Santa Maria della Ritornata, chiesa, interno
Civita d'Antino, Eremo di Santa Maria della Ritornata, interno, corridoio
Civita d'Antino, Eremo di Santa Maria della Ritornata, pianta