Sommario della pagina:
stampa questa paginastampa questa pagina
Personalizza lo stile

Eremo - Provincia dell'Aquila

Eremo di San Venanzio

Comune:  Raiano
Tipologia:  Eremo
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pratola Peligna-Sulmona/ proseguire in direzione Raiano da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ direzione A25/ Raiano
Notizie:  Nei pressi del paese di Raiano, tra la natura incontaminata che circonda il fiume Aterno, sorge l'eremo di San Venanzio. La chiesa, meta di frequenti pellegrinaggi, è dedicata al giovane Venanzio che si convertì al cristianesimo intorno alla metà del 200, e decise di ritirarsi in queste remote lande con il maestro Porfirio. Nel 259 egli venne arrestato e martirizzato nella sua città natale, Camerino. Il culto, ancora vivo nella nostra regione, si lega all'antica tradizione che vuole riconoscere in alcuni segni impressi nella roccia le impronte del Santo. Sempre secondo la tradizione l'eremo venne realizzato nel XII secolo, anche se la mancanza di resti medievali e un'attenta analisi della configurazione del luogo sacro lascia supporre che sia sorto nel 1400 o forse nel secolo successivo. Notizie su di un S. Venantii in Rajano si hanno a partire dal XII secolo nelle bolle papali di Adriano IV (1156), di Lucio III (1183) e di Clemente III (1188), non si sa però se tale riferimento sia relativo proprio all'eremo o ad un'altra chiesa raianese. La chiesa, a pianta rettangolare, venne costruita su uno sperone roccioso a strapiombo sul fiume. All'interno, oltre all'altare maggiore, troviamo due altari laterali dedicati a San Pietro Celestino e a San Giovanni Battista. Ai lati dell'altare maggiore due porticine conducono una alla loggia, l'altra ad un ambiente adibito a sagrestia, dove ancora oggi si conservano tracce di affreschi quattrocenteschi. Posto davanti all'altare maggiore, protetto da una balaustra, c'è l'accesso alla Scala Santa, la quale, completamente scavata nella roccia, conduce ad una piccola grotta identificabile con la parte più antica della struttura, dove i fedeli vedono nelle forme della roccia l'impronta del corpo di San Venanzio. Il luogo è conosciuto come la "crocetta", e consiste in una piccola cavità dove, secondo la tradizione, il Santo si raccoglieva in preghiera. Nel XVI secolo vennero costruiti i due piani del loggiato per offrire ai fedeli un percorso più sicuro per raggiungere la grotta del Santo. Il loggiato superiore, posto allo stesso livello della chiesa, presenta ampi finestroni sul lato orientale ed è collegato, tramite pochi gradini, al loggiato inferiore. Quest'ultimo, a sua volta, si sviluppa su tre diversi livelli. Alla quota più bassa troviamo un piccolo ambiente semicircolare, identificato come la grotta del Santo, con al centro la Scala Santa. A sinistra dell'ingresso è posto una specie di sedile, noto come "sedile di papa Celestino o di Santa Rina", sul quale sono visibili tracce di un affresco. Dal loggiato superiore è possibile raggiungere la sponda opposta del fiume proseguendo rasenti la roccia. Un piccolo sentiero conduce ad alcune cavità che si aprono a pochi metri sopra il livello dell'acqua. Nel corso del 1600 l'eremo è stato sottoposto a numerosi restauri ed agli inizi del '900 venne visitato da Benedetto Croce che lasciò alcuni appunti sulla sua escursione. La chiesa dell'eremo era colma di tavolette ex-voto, oggi purtroppo scomparse, alcune delle quali risalivano ai primi del '600. Nel corso dei secoli numerosi eremiti si sono succeduti nella cura dell'eremo ed alcuni li descrive lo stesso Croce, il quale afferma anche che il convento fu fondato dagli Agostiniani. Lungo la strada che conduce al santuario tre edicole racchiudono le impronte lasciate, secondo la tradizione, dal Santo: gomito, testa e piede. L'ultima è sicuramente la più nota. Una leggenda racconta che il Santo, pregato affinché placasse dei tumulti scoppiati nella vicina Corfinio, disse che riteneva tanto probabile di riuscire in tale impresa quanto di poter imprimere l'orma del suo piede sulla roccia. Alcune di queste orme sono scomparse qualche decennio fa in seguito all'allargamento della strada. I fedeli inserivano gomito e testa negli incavi per prevenire dolori reumatici e cefalee. Nell'edicola con l'impronta del piede si lasciavano dei sassolini, che venivano ritirati di ritorno dal Santuario e usati contro il malocchio. Questa forma di litoterapia è ancora oggi praticata: i devoti si distendono sulla roccia che reca l'impronta del Santo per curare i dolori artritici. Il "sedile di papa Celestino o di Santa Rina" è usato per guarire i dolori renali e anche l'acqua del fiume Aterno viene usata a scopo terapeutico. Sopravvive anche la consuetudine di raccogliere il grano di San Venanzio, una specie di spiga spontanea, che i pellegrini trovano intorno all'eremo e conservano in casa per molti mesi.
Informazioni:  Municipio di Raiano, piazza S.Onofrio 1, tel. 0864.72212 email: protocollo@comuneraiano.com sito web: www.comuneraiano.com
Stato di agibilità:  Agibile
Raiano, Eremo di San Venanzio
Raiano, Eremo di San Venanzio 2
Raiano, Eremo di San Venanzio, pianta