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Organi Provincia dell'Aquila

Organo della chiesa di S. Maria Nuova

Comune:  Collelongo
Come arrivare:  A24/A25 RM-PE uscita Pescina/ proseguire in direzione Ortucchio/ Trasacco/ Collelongo da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Roma uscita Pescina/ proseguire in direzione Ortucchio/ Trasacco/ Collelongo
Notizie:  Di discreto valore storico e artistico, l'organo (cm. 440 x 277 x 180 ca.) della chiesa parrocchiale di S. Maria Nuova a Collelongo fu rinnovato e accresciuto nel 1883 dall'organaro romano Tommaso Vajola (v. Scheda autore), che operò su un preesistente organo settecentesco, come attesta il cartiglio rinvenuto all'interno della secreta destra del somiere maestro che riporta l'iscrizione: "Thomas Vajola Romanus Fecit/ A.Domini 1883". Nel corso del restauro è stata trovata un'altra scritta sul somiere della basseria: "Tommaso Vajola Romano Fece il presente al Organo Nuovo nell'anno del Signore 1883". Lo strumento è posto di prospetto all'altare e lateralmente all'ingresso principale della chiesa, in una cantoria con parapetto rettilineo, a balaustra, sormontato da un largo passamano. Tutta la struttura è sorretta da due eleganti pilastrini in pietra. La cassa di risonanza che racchiude l'organo è parzialmente addossata alla parete, in legno dipinto, ad unico scomparto e con profilo piatto. La cassa è delimitata ai lati da due semplici lesene poggianti su peducci con capitelli e cornice di coronamento intagliata e sagomata; i vuoti lasciati nella parte superiore dalle canne di facciata sono colmati da due festoni intagliati e dorati. Il prospetto è composto da 29 canne di stagno non originali, distribuite in unica campata e formanti una cuspide con ali laterali ascendenti; esse appartengono al registro Principale 8', hanno bocche allineate, labbro superiore sagomato a mitria con baffi e piede molto alto. Il prospetto è completato dalla mostra delle canne ad ancia variamente raggruppate davanti alle canne maggiori. Anticamente tutta la facciata dell'organo era protetta da una tenda antipolvere di cui resta traccia del congegno di chiusura all'interno della cassa. Originariamente di 45 tasti, la consolle fu ampliata dal Vajola nel 1883; essa è del tipo a finestra, completa di leggío e copritastiera asportabile, ed incorpora una tastiera di 50 tasti (Do1 - Fa5 con prima ottava corta) con diatonici ricoperti in legno di bosso e cromatici in ebano. Nella parte bassa della finestra vi è la pedaliera a leggío (ricostruita) con 9 pedali corti (Do1 - Do2 con prima ottava scavezza), costantemente unita alla tastiera. I registri, posti direttamente sulla cassa a destra della tastiera, sono disposti su due colonne ("registri di concerto" a sinistra e "registri di ripieno" a destra) e sono azionati da tiranti con pomelli in legno tornito. Originariamente l'organo era alimentato da due mantici a cuneo con azionamento manuale a corde, mentre attualmente è presente un grande mantice a lanterna a due pieghe alimentato da due pompe sottostanti ed azionato manualmente a stanghe posto alla base dello strumento, sul lato sinistro della cassa dalla quale sporge per circa la metà. Il somiere maestro, come pure quello della basseria, è del tipo a tiro e contiene 50 ventilabri e 17 stecche; anche il crivello è in legno con bocca delle canne posta sopra di esso. Lo strumento, in buono stato di conservazione, ha subito un recente intervento di restauro condotto dalla ditta Augusto Bevilacqua di Bugnara nel pieno rispetto dell'opera dell'autore e mirato al recupero dello strumento che è stato riportato alle condizioni originarie.
Informazioni:  Municipio tel. 0863-948113