Paesaggio nell'Arte - Provincia dell'Aquila
Edward Lear, Capistrello
Comune:
Capistrello
Come arrivare:
A24, uscita AVEZZANO; proseguire sulla superstrada del Liri, uscita Capistrello
A1, uscita CASSINO; proseguire sulla superstrada Sora/Avezzano, uscita Capistrello
Notizie:
Il disegno, raffigurante una veduta del paese di Capistrello, fu realizzato dal viaggiatore ed artista inglese Edward Lear (v. Scheda autore) durante il "Grand Tour" che intraprese nell'Italia centro-meridionale e che lo portò in Abruzzo tra il luglio del 1843 e l'ottobre del 1844.
L'opera, insieme ad altri numerosi disegni di paesaggio, andò a corredare la sezione dedicata all'Abruzzo presente nel testo "Illustrated Excursions in Italy", tradotta in Italia con il titolo "Viaggio attraverso l'Abruzzo pittoresco", pubblicato a Londra nel 1846.
Questo libro si presenta come un vero e proprio diario di viaggio di grande valore, soprattutto grazie alla coraggiosa e accurata scelta degli itinerari, delle mete, dei luoghi di sosta e dei metodi di spostamento. E' il resoconto di oltre tre mesi di viaggio in una regione remota e sconosciuta con percorsi spesso solitari a piedi o a cavallo, per percepire e registrare uomini e vedute, non soltanto di mete in qualche modo già consacrate ma addentrandosi in aree mai percorse o mai descritte.
Una di queste mete fu appunto Capistrello. Situato quasi ai confini dell'Abruzzo, il paese sorge all'inizio della Valle Roveto, nella gola che interrompe il fianco sinistro della Valle del Liri e che si apre verso i Piani Patentini, e guarda dall'alto il corso del fiume Liri; è un pittoresco paesino di circa 5500 abitanti, posto a quota 734 metri s.l.m.
Capistrello fa parte della Comunità Montana Valle Roveto, istituita con la L.R. 22 aprile 1976, insieme ai comuni di Balsorano, Canistro, Capistrello, Civita d'Antino, Civitella Roveto, Morino e San Vincenzo Valle Roveto. L'abitato è formato dalla parte nuova, edificata dopo il terremoto del 1915, e dal nucleo antico raccolto sotto la "Punta di Ferro" all'estremità sud-ovest del Monte Arezzo e dominante la Valle del Liri.
Del territorio comunale fanno parte anche le frazioni di Corcumello e Pescocanale.
L'origine del nome Capistrello si fa risalire a "Caput Castrorum" ovvero "il più grande degli accampamenti", per l'esistenza di un grande castello i cui resti sono ancora visibili in località Ricetto; secondo altri deriva da "Caput Pistrinorum" (Centro dei Mulini), con riferimento ai numerosi mulini che sorgevano sul corso del fiume Liri.
Il nome Capistrello appare per la prima volta in un documento storico (Bolla Papale di Pasquale II) della fine del XII secolo (1115).
La tradizione locale (non supportata però dalle fonti storiche) fa risalire la fondazione del paese al primo secolo dopo Cristo (74 d.C.), dall'insediamento nato per ospitare gli schiavi impegnati nei lavori, voluti dall'imperatore Claudio, per la costruzione dell'emissario per il prosciugamento del Fucino e in un'altra grande opera di ingegneria civile: l'acquedotto di Angizia. Probabilmente invece il paese ha origini altomedioevali.
Nel basso Medio Evo, dopo la dominazione longobarda (VII-VIII sec. d. C.), Capistrello fu aggregato dai Franchi al Ducato di Spoleto. Già nel XII secolo Capistrello, con la sua posizione strategica, posto al confine fra il Regno di Napoli e lo Stato della Chiesa, fu sede della guarnigione di frontiera e della dogana per l'esazione del dazio.
Nel 1283 appare tra i possedimenti di Oddo di Toucy, mentre durante il dominio Aragonese il centro fu feudo dei Conti Berardi, il cui poderoso Palazzo è ancora visibile nella parte vecchia del paese. Nel 1404 è feudo di Giacomo Orsini e, dal Cinquecento, dei Colonna, ricadendo nel Ducato di Tagliacozzo. Proprio i Duchi di Tagliacozzo, diffidando delle ribelli famiglie locali, affidarono il paese ai Lusi, che lo governarono con pugno di ferro.
Con Gioacchino Murat, nel 1808, divenne comune autonomo e anche con l'avvento dei Regno d'Italia mantenne una certa importanza come presidio militare, essendo sede di una guarnigione della Guardia Nazionale.
L'antico passato di Capistrello ha lasciato testimonianze di ogni genere: di memoria romana i resti dei cunicoli costruiti da Claudio per far defluire le acque del Lago del Fucino in quelle del Liri; di stampo medioevale il centro storico, con le caratteristiche abitazioni addossate l'una all'altra e la bella chiesa, di particolare valore storico-architettonico, di S. Antonio da Padova.
Uscendo dal centro abitato meritano una visita la chiesa di Santa Barbara, edificata nella metà dell'Ottocento probabilmente sui ruderi dell'antica chiesa di S. Sebastiano, la chiesa medievale di S. Maria del Monte, sul Monte Arezzo, e la Cappella dell'Assunta.

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