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Paesaggio nell'Arte - Provincia di Teramo

Di Giuseppe Salvatore, Vedute della chiesa della Madonna delle Grazie

Comune:  Teramo
Come arrivare:  A14, uscita Teramo/Giulianova/Mosciano S. Angelo; proseguire per 16 km in direzione Teramo
Notizie:  In queste opere, realizzate dal vero intorno alla fine del XIX secolo, l'artista teramano Salvatore Di Giuseppe (v. scheda autore) raffigura varie vedute della chiesa della Madonna delle Grazie di Teramo durante i giorni di festa. Tutte le opere ("La festa della Madonna delle Grazia" 1883; "Veduta della Madonna delle Grazie" 1885; "Vigilia della festa della Madonna delle Grazie" 1888; "Vigilia della festa della Madonna delle Grazie" 1888; "L'albero della cuccagna" 1890) hanno il medesimo soggetto e sono realizzate ad acquerello su carta Esse furono donate negli anni '60 dall'avvocato Serafino Cerulli alla Collezione della Banca Popolare dell'Adriatico, alla quale tutt'ora appartengono. In queste vedute della sua città l'artista vuole andare oltre la semplice rappresentazione oggettiva della realtà per descriverne il sentimento, il contenuto. Si tratta di opere realizzate en plain air, nelle quali Di Giuseppe ci da una visione istantanea attraverso un cromatismo essenziale e una sintesi formale finalizzate a cogliere soprattutto l'atmosfera della scena. Esse, oltre ad avere una valenza pittorica, costituiscono soprattutto un importante documento della realtà urbanistica ed antropologica della Teramo di fine secolo, oggi profondamente trasformata. Quella della Madonna delle Grazie è una delle chiese più famose di Teramo. L'antico Santuario, centro della devozione Mariana dell'intera Diocesi teramana, sorge appena fuori le mura e fa parte di un complesso conventuale francescano fondato intorno alla metà del Quattrocento. La chiesa attuale deriva dalle modifiche apportate in fasi successive a un edificio precedente. Infatti, nel luogo ove attualmente sorge il Santuario della Madonna delle Grazie, esisteva nel XII secolo il monastero benedettino femminile di S. Angelo delle Donne, costruito con la donazione di un tale Teodino. Nel XIII secolo i Francescani fecero la loro apparizione a Teramo, scossa in quegli anni da continue lotte tra le varie famiglie. Fu così che la predicazione di Frà Giacomo della Marca, esponente dell'Osservanza minorita francescana, che richiamava tutti alla vita cristiana ed esortava alla penitenza, conquistò il popolo teramano che fece richiesta a Papa Eugenio IV per l'insediamento sul territorio di una comunità di Frati Minori dell'Osservanza. Il 15 febbraio 1448, forti di una Bolla Pontificia, i Frati Minori presero possesso del complesso di S. Angelo delle Donne dandole il nome di Maria Santissima delle Grazie. Intorno al 1470-1476 Fra Giacomo della Marca fece dono al tempio della superba statua in legno dipinto della Madonna col Bambino, detta comunemente Madonna delle Grazie, attribuita a Silvestro dell'Aquila, vero gioiello di scultura abruzzese. Ben presto la chiesa divenne richiamo della devozione dei Teramani e dei paesi vicini, e fu considerata centro dell'azione pacificatrice dei Francescani. Tant'è che nell'arco di pochi anni (1465-1475) la crescente popolarità del monastero costrinse i frati ad ampliare e trasformare vecchi locali; presumibilmente la stessa chiesa fu demolita e ricostruita, portando la facciata ad occidente. È probabile che in questi stessi anni si iniziò anche la costruzione del campanile, lasciato incompleto ad un quarto dell'altezza fino alla fine del Seicento, quando raggiunse l'altezza attuale. Nel XVI secolo le pubbliche cerimonie di pacificazione avvenivano fuori la chiesa della Madonna delle Grazie, e nel marzo del 1559 fu istituita la Festa della Pace, da celebrarsi ogni anno nella Domenica in Albis, l'ottava di Pasqua. Attualmente la chiesa si presenta come fu ricostruita quasi interamente tra il 1892 e 1900, e oggi non ha più niente che riguarda l'antica architettura; del vecchio tempio rimane solo il campanile, di stile diverso dalla nuova costruzione neo rinascimentale, e qualche capitello del trecento che si trova nell'attiguo chiostro. Superba testimonianza dell'antico convento benedettino, il chiostro è formato da massicce colonne in pietra con capitelli in stile lombardo-bizantino probabilmente della prima metà del XII secolo. Il loggiato del chiostro, dove si susseguono archi acuti a tutto sesto, fu costruito con materiale lapideo e laterizio. Della parte più antica del chiostro, risalente al 1153, si scorgono tracce delle finestre strette a doppio sguancio, relative alle celle del convento di S. Angelo delle Donne. La parte terminale alta, con finestre rettangolari ed ampie e la meridiana, risalgono all'ampliamento fatto da Giacomo della Marca nel 1448. Nel 1920 venne realizzata la facciata attuale, ispirata a degli schemi romanici tipici dell'Ottocento. Gli interni furono ideati e decorati nel tardo Ottocento dall'artista romano Cesare Mariani, che si raffigurò grande vecchio con barba nell'affresco del "Presepio". Sull'altare maggiore, si trova la statua in legno policromo della Vergine col bambino, opera di Silvestro dell'Aquila, che rappresenta uno dei capolavori della scultura rinascimentale abruzzese. Il Santuario conserva nel suo tesoro una raccolta di oltre 800 ex voto in lamina d'argento, donati dai fedeli nel corso di cinque secoli di devozione, e continua, ancora oggi, ad essere punto di riferimento della vita cittadina.
Salvatore Di Giuseppe, La festa della Madonna delle Grazie. Collezione Banca Popolare dell'Adriatico.
Salvatore Di Giuseppe, Veduta della Madonna delle Grazie. Collezione Banca Popolare dell'Adriatico.
Salvatore Di Giuseppe, Vigilia della festa della Madonna delle Grazie (1). Collezione Banca Popolare dell'Adriatico.
Salvatore Di Giuseppe, Vigilia della festa della Madonna delle Grazie (2). Collezione Banca Popolare dell'Adriatico.
Salvatore Di Giuseppe, L'albero della cuccagna 1890. Collezione Banca Popolare dell'Adriatico.
Teramo, Madonna delle Grazie.
Madonna delle Grazie con facciata romanica della chiesa prima dei restauri operati dal 1892 al 1900.