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Pittura medievale provincia dell'Aquila

Affreschi. Chiesa di San Silvestro

Comune:  L'Aquila
Provincia:  aq
Come arrivare:  A24 RM-TE uscita L'Aquila da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ L'Aquila
Autore:  Maestro del Trittico di Beffi (?), Maestro della cappella Caldora (?), Giovanni da Sulmona (?)
Notizie:  La chiesa di San Silvestro a L'Aquila conserva interessanti testimonianze pittoriche di diverse epoche, come ad esempio la ricca decorazione della cappella Branconio, impreziosita un tempo dalla pala della Visitazione di Raffaello (oggi sostituita da una copia) portata a Madrid per volontà del re di Spagna Filippo IV nel 1655, o l'arcosolio dipinto con una Madonna in trono e Bambino tra S. Sebastiano e S. Rocco di Francesco da Montereale e una scena raffigurante un battesimo. Nella chiesa è inoltre conservato un vasto ciclo di affreschi che si snoda tra il catino absidale, la volta presbiteriale e l'arco trionfale. Il ciclo era eclissato dalle sovrastrutture barocche e fu riscoperto solo nel 1946, a seguito delle indagini della sovrintendenza. È quanto rimane della originale decorazione pittorica realizzata nel Quattrocento per la chiesa gotica; come suggeriscono i frammenti dipinti del finto loggiato, gli affreschi dovevano estendersi anche lungo le pareti del presbiterio, probabilmente con una serie di storie mariane, cristologiche o agiografiche. Al centro del catino absidale sullo sfondo blu di un cielo stellato troviamo il Cristo in Maestà entro una mandorla sorretta da angeli dalle lunghe e vibranti ali, intorno i simboli degli Evangelisti ed inginocchiati la Madonna e S. Giovanni Battista oranti; al di sotto, serrati uno accanto all'altro, le imponenti figure degli Apostoli; al centro erano inserite altre figure, forse Santi o i committenti, non più riconoscibili per la perdita dell'intonaco. Nella volta del presbiterio campeggia la Madonna con il Bambino, chiusa entro una mandorla contornata da angioletti e definita da un triplice giro di colori. Interessante è la posa assunta dal Bambino con una mano piegata nell'atto di conferire la Benedizione e l'altra nel gesto tenero e infantile dell'indice portato in bocca. Completa la composizione una variopinta teoria di angeli, alcuni dei quali suonano strumenti musicali; negli angoli altri angeli divisi in coppie sono raffigurati in ginocchio e sembrano, più che in preghiera, in dolce conversazione, come lascia intuire "il famoso gesto lorenzettiano di argomentare ammiccando con il pollice volto all'indietro" (Bologna) di un angelo. Al di sotto della parusia celeste erano raffigurate scene a carattere narrativo; anche in questo caso il cedimento dell'intonaco non lascia che distinguere pochi particolari architettonici di un paesaggio urbano e il profilo di qualche frammentaria figura. Nell'arco trionfale si stende un'unica scena raffigurante l'Adorazione dei magi: la rappresentazione dell'incontro tra la Sacra famiglia e i Magi è in realtà posta in secondo piano, sintetizzata all'angolo destro della parete, mentre il resto della spazio è completamente dedicato alla descrizione del variopinto corteo che, senza alcuna coerenza prospettica, si snoda all'interno di un articolato paesaggio, tra architetture, montagne rocciose e boschetti. E' interessante notare come il pittore, per rendere più verisimile la descrizione, inserisca notazioni esotiche tramite la raffigurazione di cammelli, scimmiette e disegnando copricapi dalle fogge originali per gli inservienti al seguito dei Magi, i quali, al contrario, sono raffigurati senza particolari accenti orientaleggianti. Gli affreschi di S. Silvestro sono databili all'inizio del XV secolo, esempio di una pittura orientata alla elaborazione di forme proprie del gotico internazionale. Essi definiscono nuovi "sintomi di una cultura ... che renderà in pochi anni e per qualche lustro L'Aquila centro egemone di un'area che non coincide più con quella prevalente nella prima metà del Trecento" (Andaloro). I realizzatori dell'esteso ciclo aquilano sono totalmente proiettati verso il futuro, verso un nuovo tipo di linguaggio figurativo, inseribile nell'intricato groviglio della pittura del gotico internazionale che vedrà L'Aquila protagonista. Riguardo le maestranze che operano al ciclo di S. Silvestro, il Carli, il Bologna e con qualche dubbio il Chierici, hanno proposto di identificare uno degli autori con il cosiddetto Maestro di Beffi, nome convenzionale con il quale si indica l'autore del bel trittico, già di Beffi, oggi conservato nel Museo Nazionale dell'Aquila. Il Bologna arriva sino ad individuare fra gli artisti che collaborano al ciclo anche il "futuro espressionista" della cappella Caldora e il giovane pittore Giovanni da Sulmona, artisti protagonisti della pittura del XV secolo abruzzese.
Informazioni:  Soprintendenza PSAE dell'Abruzzo tel. 0862-633212; Ufficio I.A.T. tel. 0862-410808; Municipio tel. 0862-6451
L’Aquila, chiesa di S. Silvestro, affreschi della volta.
L’Aquila, chiesa di S. Silvestro, catino absidale, Apostoli, particolare di sinistra.
L’Aquila, chiesa di S. Silvestro, catino absidale, Apostoli, particolare di destra.
L’Aquila, chiesa di S. Silvestro, catino absidale, Cristo in Maestà.
L’Aquila, chiesa di S. Silvestro, volta, Madonna in Gloria.
L’Aquila, chiesa di S. Silvestro, volta, particolare degli Angeli in conversazione.
L’Aquila, chiesa di S. Silvestro, volta, particolare di un angelo.