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Scultura lignea Provincia dell'Aquila

Imposte lignee. Chiesa di San Pietro ad Alba Fucens

Comune:  Celano, Museo d'Arte Sacra
Come arrivare:  A25, uscita Celano
Notizie:  Le imposte lignee di S. Pietro ad Alba Fucens sono attualmente conservate nel Museo d'Arte Sacra di Celano; dopo essere state recuperate dal terremoto del 1915, ridotte in frammenti, furono trasportate a Roma per essere sottoposte ad un intervento di restauro mirato a consolidarle. Successivamente furono esposte a palazzo Venezia e quindi trasferite nel Museo Nazionale d'Abruzzo dell'Aquila; nel 1992 sono state definitivamente collocate nel Museo di Celano. La loro datazione è sicuramente posteriore al 1132, data di costruzione della porta di S. Maria in Cellis a Carsoli, con la quale esse risultano correlate in relazione ad analogie stilistiche piuttosto evidenti. L'elemento caratterizzante i portelli di Alba Fucens è il riquadro, ve ne sono infatti ben ventotto, sistemati su sette ordini e tutti di forma quadrata, ad eccezione di quelli posti nei due registri superiori, rettangolari. L'effetto generale è quello di una fine composizione delimitata in maniera rigorosa da borchie a forma di rose che si alternano ad una o a due corolle di petali; un ordito che richiama inequivocabilmente il disegno e la cultura bizantini, aggiornandoli e differenziandosene, però, attraverso un'impronta propria dal carattere vivace e più iconico. L'esuberanza del disegno abruzzese-marsicano si esprime attraverso la ricchezza dei motivi vegetali che decorano, fittamente, il bordo esterno delle ante e, in maniera più distesa, la parte superiore. Le formelle sono squisitamente riempite con una duplice tipologia di soggetti, alcuni di tipo allegorico, come cavalli, cervi, uomini montati su fiere o su cavalli, ed altri strettamente appartenenti al repertorio cristiano, visibili questi ultimi nei riquadri superiori, contenenti i quattro simboli degli Evangelisti, e nel penultimo registro dell'anta destra, dove si distinguono San Benedetto in cattedra con due personaggi, probabilmente monaci benedettini. L'accostamento di motivi di matrice così differente è l'elemento fondamentale che differenzia la produzione locale da quella bizantina, caratterizzandola in maniera forte ed autonoma. La porta fu molto probabilmente l'ultimo dei lavori realizzati nell'ambito della ristrutturazione della chiesa, che venne edificata su un preesistente edificio classico utilizzando un'enorme parte del materiale di spoglio. Nel quadro stilistico generale della chiesa le imposte lignee possono essere accostate, per l'analogia dei rilievi, alle lastre della coeva recinzione presbiteriale, oggi purtroppo frammentarie. In particolare l'attenzione va focalizzata sul riquadro raffigurante la sirena e il grifo, che, secondo un'iscrizione posta su un pilastrino, sarebbe opera del maestro Gualtiero ed avrebbe come comprimari Moronte e Pietro e come committente l'Abas Oderisius. Se fosse corretto identificare tale abate con Oderisio II, abate di Montecassino fra il 1123 ed il 1126, sarebbe piuttosto semplice dare un senso alla scelta di basare la ristrutturazione della chiesa sull'utilizzo, peraltro accorto e sapiente, del materiale di spoglio proveniente dal preesistente edificio, poiché avrebbe come paradigma la ristrutturazione desideriana dell'Abbazia di Montecassino. Riferimenti in territorio abruzzese possono essere ritrovati nella porta di S. Maria in Cellis a Carsoli, soprattutto per la scelta del repertorio decorativo, e nella trabeazione lignea di S. Maria in Valle Porclaneta a Rosciolo. Materia: legno Misure: Altezza: cm 323; Larghezza: cm 110
Informazioni:  Museo d'Arte Sacra della Marsica tel. 0863-792922
Celano, Museo d'Arte Sacra, imposte lignee, sec. XII. Provenienza: chiesa di S. Pietro ad Alba Fucens