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Scultura medievale provincia dell'Aquila

Ambone. Chiesa di San Nicola

Comune:  Prata d'Ansidonia
Provincia:  aq
Come arrivare:  A24, uscita L'Aquila, proseguire lungo la SS. 17 in direzione Navelli
Notizie:  L'ambone della chiesa di San Nicola a Prata d'Ansidonia proviene dalla chiesa di San Paolo a Peltuino, da dove è stato rimosso per ragioni di sicurezza probabilmente nel 1796. Seppure ha sofferto del trasporto e del rimontaggio in un contesto diverso ed innaturale, mantiene ancora intatte le sue linee essenziali. Come attesta l'iscrizione, esso risale al 1240 e fu commissionato dal preposito Tommaso ad un autore sconosciuto ma certamente di grandi capacità. Legate alla sua vicenda di trasferimento sono alcune alterazioni evidenti nella facciata e nelle colonne di sostegno, di cui solo quelle d'angolo agli estremi della fronte principale si possono considerare originali. L'ambone presenta la struttura tipica di altri amboni abruzzesi, con cassa rettangolare poggiante su colonne. Le colonne attuali sono sei, anziché le usuali quattro, ma l'Antinori scrive di averlo veduto "sopra quattro colonne ottagonali". Di incerta provenienza, le colonne sono tutte diverse tra loro e risalenti ad epoche diverse; probabilmente solo le due anteriori angolari sono originali e presentano caratteri stilistici simili a quelli delle colonnine del lettorino, con capitelli a foglia liscia e uncino a guscio. Diversi tra loro sono quindi i capitelli di cui alcuni lavorati approssimativamente. Particolare è quello posto sulla colonna poligonale addossata alla parete: la campana è una piramide tronca rovesciata decorata a fiori circolari e foglie che si avvolgono a formare volute sotto l'abaco formato da due tavolette. La parte superiore, molto ben conservata, presenta una cassa quadrilatera che poggia su architravi, di cui quello frontale e quello sul lato sinistro presentano un fregio lavorato a foglie d'acanto e volute sporgenti che racchiudono fiori circolari a rilievo. All'autore va riconosciuta una particolare creatività ed originalità nell'elaborare in modo del tutto personale elementi vegetali e floreali assunti dalla realtà. Si possono, tuttavia, individuare riferimenti con l'ornato e la decorazione degli amboni di Bominaco e di Bitonto. La fronte principale presenta un lettorino al centro, in linea con una tradizione presente in Abruzzo dai tempi del pulpito della cattedrale di Corfinio e di quello dell'abbazia di Santa Maria a Bominaco. Il motivo di base è stato ripreso con notevoli variazioni. Il lettorino semicircolare è costituito da quattro semicolonne tra le quali si aprono tre spazi archivoltati di cui quello a sinistra presenta un arco trilobato e quello a destra un arco a tutto tondo, l'uno include una pianta di tirso, l'altro una pianta di vite. Al centro si trova un'aquila che regge un libro con gli artigli e sotto una figura femminile, una giovane donna che,con il braccio sinistro, regge il libro sovrastante che è un vangelo sul quale sono incise la parole iniziali del testo di Giovanni. La donna porta sul capo un fazzoletto ripiegato, secondo l'uso delle donne del popolo, mentre con la mano destra solleva la veste fino al ginocchio. Si tratta di una raffigurazione inconsueta ed eccezionale. Sugli amboni, infatti, non viene rappresentata la figura umana, soprattutto se non santificata. Difficile l'individuazione del personaggio. All'ipotesi di una popolana si contrappone quella che identifica in essa il simbolo della Sibilla, figura tradizionalmente addetta a predire la venuta di Cristo nell'Antico Testamento e che qui si trova a fianco del Nuovo Testamento. Unico riferimento in Abruzzo è l'acquasantiera del duomo di Atri che propone una raffigurazione simile. I plutei laterali presentano il tradizionale motivo del fiore abruzzese inseriti in una cornice quadrata, sicuramente una delle più alte realizzazioni artistiche della regione. Certe soluzioni stilistiche, come il modo di staccare le foglie dal fondo, suggeriscono un confronto con il pluteo di sinistra della cattedra nella cripta della cattedrale di Sulmona, dal quale risulta, però, una qualità esecutiva ed una ricchezza stilistica superiore per il pulpito preso in esame. Emerge inoltre nel caso del pulpito di San Nicola una maggiore propensione naturalistica ed una tensione verso una flora a carattere gotico. Il davanzale laterale sinistro porta in rilievo la figura di San Paolo affiancato dagli apostoli Tito e Apollo, i cui nomi sono riportati sui cartigli che hanno in mano. L'evidente staticità delle figure, modellate con grande cura, si accorda ad un forte realismo della rappresentazione. Il davanzale laterale destro, che è più corto dell'altro per la presenza del vano di accesso, presenta un solo riquadro con due grandi fiori disposti l'uno sull'altro. Diversi tra loro nel disegno ma simili nello stile, ricordano quelli del pulpito di Santa Giusta a Bazzano. Il fiore superiore, molto più articolato dell'altro, si risolve in una corona di grandi foglie lanceolate. Il fiore inferiore, di fattura molto più semplice dell'altro, si iscrive in un cerchio da cui si dipartono quattro grandi foglie; ne risulta una composizione circolare che dà luogo ad un effetto di luci e di ombre. Gli architravi rimasti sono quelli al di sotto delle due fronti principali del pulpito. Essi presentano due motivi diversi raccordati tra loro alla svolta d'angolo da due piccoli draghi dalla testa in comune, dai quali si generano i tralci che si svolgono lungo gli architravi. Questa soluzione, che ritroviamo nei pulpiti dell'abbazia di Bominaco e di San Liberatore a Maiella, presenta qui una maggiore scioltezza stilistica e vivacità compositiva.
Iscrizioni:  sul davanzale sinistro: "A.D. MCCXL HOC OPUS ECCLESIAM QUOD PAULE BEATE DEORAT HAC TIBI SUSCIPIAS CUIUS TE CLERUS HONORAT PROSITUS SERVUS THOMAS FEC FABRICARI QUOS QUI IUVERUNT ET EOS FAC XPE BEARI"
Materia tecnica:  Pietra
Informazioni:  Curia diocesana tel. 0862-25548
Prata d’Ansidonia, S. Nicola, ambone
Prata d’Ansidonia, S. Nicola, ambone, particolare della congiunzione degli architravi
Prata d’Ansidonia, S. Nicola, ambone, lato sinistro
Prata d’Ansidonia, S. Nicola, ambone, fronte principale