Siti Archeologici Provincia dell'Aquila
Lecce dei Marsi
Comune:
Lecce dei Marsi
Tipologia:
Centro fortificato, cinta muraria, sito romano, necropoli
Come arrivare:
A24/A25 RM-PE uscite Aielli-Celano o Pescina/ proseguire lungo la SS 83 direzione Pescina/ Lecce dei Marsi
da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Roma/ uscite Aielli-Celano o Pescina/ proseguire lungo la SS 83 direzione Pescina/ Lecce dei Marsi
Notizie:
Nel territorio di Lecce dei Marsi, su uno sperone roccioso sulla via del Monte Turchio ed il valico con le sorgenti del fiume Sangro, sono conservate le cadenti strutture di un paese diroccato: l'antico Litum, sorto in epoca medioevale nella stessa zona dove i Marsi avevano eretto, nel V sec. a.C, un oppidum a difesa di un'importante via di comunicazione. Del castello medievale, non fortificato sul lato del vallone, si intravede ancora oggi la cinta muraria, anche se in grave stato di conservazione. Nel 1878 in occasione di una sistemazione di una cantina si rinvenne la prima tomba rupestre, a camera rettangolare e soffitto piatto, della necropoli di etą giulio-claudia. La tomba era preceduta da una porta sepolcrale in pietra con iscrizione: P. Octavius. tertiu/s /Attia G.l. Prima uxofr / Attia Q 1 cnidia / h.rn.h.n.s.;", solamente due corpi avevano i piedi rivolti verso l'entrata; all'interno vi erano conservati due dischi levigati, tre catenine in bronzo unite ad un anello, due aghi crinali di osso, un vasetto vitreo per unguenti, un piccolo cucchiaio in metallo, quarantadue piccole ampolle e due fiale in vetro, un piatto, una ciotola, un vaso in terracotta rigata, una piccola pomice ed altri piccoli frammenti. Non molto lontano sono state riportate alla luce sei tombe scavate nel vivo sasso. A causa dell'attivitą illecita solo una č stata rinvenuta in ottime condizioni, conservava la porta e sull'architrave e negli stipite vi era iscritto: "f... Latinus. vi(v)us sibef... / v.m.h.n.s. / h.m.s.." . All'interno erano degli scheletri, vasi lacrimatoi vitrei, un pezzo di serratura di bronzo e un frammento di specchio metallico. In via Cona, presso un'abitazione privata č stata rinvenuta un'altra tomba rupestre chiusa da una stele-porta a lastra rettangolare con iscrizione: "f.l Nummius.pro s / filbi.et". Sulle pendici del colle di San Vincenzo ci sono i resti di un terrazzo in opera poligonale di III maniera, probabilmente riferibile ad un santuario italico-romano, una tomba rupestre a camera ricavata nella parete rocciosa di nord-est del Vallone Macrano, resti di un santuario posizionato su un terrazzo in opera poligonale di III maniera, con superiori murature in opera incerta, sono visibili in localitą Case Trivegna, territorio compreso tra il margine nord-est del vallone Macrano e il paese vecchio di Gioia dei Marsi, mentre una tomba a camera rupestre, nota come tomba dell'appestato, č stata rinvenuta vicino la Chiesa di Sant' Antonio. In localitą Castelluccio sono stati riportati alla luce resti di un santuario dedicato alla dea Valetudo di cui si conservano attestazioni epigrafiche: "V. Uetius. Sa. f / Va1etudne / d.d.l.m.; An(n)inus / vecus. / Valetudn feJ / donum / dant". Dalla stessa localitą provengono anche resti di capitelli, fusti di colonne, blocchi e lastre modanate che attestano la presenza di un insediamento attivo dalla fine al IV secolo a.C. alla tarda etą romana. Numerose le iscrizioni sepolcrali relative alla necropoli del vicus fra cui una con rappresentazione di uno specchio e di un uomo appiedato che conduce un mulo carico di legna, come testimonianza dello sfruttamento dei grandi boschi di lecci e querce, numerosi nelle vicinanze del sito. La fase preromana č invece rappresentata dal centro fortificato in localitą Cirmo che, in etą italico-romana (III-I secolo a.C.), dovette costituire anche l'acropoli del Vicus Anninus. Si possono vedere ancora oggi i resti di recinzioni poligonali di I maniera che racchiudono un'area ovale di sei ettari in cui sono stati rinvenuti resti di ceramica d'impasto a vernice nera, di dolia e numerosi frammenti di tegulae. Nel centro di Torrente Tavana sono conservati resti di sistemi d'arginatura antica costituiti da due muri paralleli in opera poligonale di IV maniera, in gran parte andati distrutti durante i moderni lavori di arginatura del torrente. Si tratta del secondo esempio di arginatura di etą repubblicana presente nel territorio marsicano e attestato per il torrente Fossato di Angizia e per il Rio di Aielli.
Informazioni:
Municipio tel. 0863-88186

stampa questa pagina



