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Siti Archeologici Provincia di Chieti

Histonium

Comune:  Vasto
Tipologia:  Sito romano, acquedotto, anfiteatro, cinta muraria, teatro, terme, serbatoio idrico, rinvenimenti sporadici
Come arrivare:  A24/A25/A14 RM-PE uscita Casalbordino-Vasto Nord/ proseguire in direzione Vasto da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ proseguire in direzione direzione Vairano Scalo/ Isernia/ SS 650 direzione A14/ Vasto
Notizie:  L'antica Histonium, una delle principali città frentane, sorgeva sullo stesso sito dell'odierna Vasto. Il suo territorio iniziava a sud del porto di Ostia Aterni (Pescara) e si estendeva fino al Fortore. La leggenda ne attribuisce la fondazione a Diomede, dopo la distruzione di Troia. Al pari di molte altre città italiche romanizzate, dopo la guerra sociale, fu municipio romano iscritto alla tribù Arnensis. Tra i culti sono testimoniati quelli di Ercole, di Cerere, del Sole, di Giove Dolicheno. Poco oggi è visibile della città antica, corrispondente alla città vecchia, che ne ha conservato la pianta , almeno in parte. Restano le vestigia del teatro e dell'anfiteatro, delle terme, di vari acquedotti, di serbatoi idrici, di mura civiche reticolate, di pregiati pavimenti musivi, di statue, di colonnati di granito orientale, di templi, ecc. Il teatro sorgeva fuori del perimetro urbano. In contrada "Incoronata" è venuta alla luce una necropoli molto interessante. La zona settentrionale della città attuale, vale a dire il centro storico, ricalca pedissequamente l'antico impianto urbanistico romano. In quest'area ubicata sulla collina prospiciente il mare si innalzavano i templi e il Campidoglio. Nella città moderna si trovano i resti della remota città romana in gran parte riutilizzati sia nelle chiese (Madonna delle Grazie, San Pietro, piazza del Popolo), sia nelle strade e nelle piazze cittadine (Ospedale, Tagliamento, Sant'Antonio, piazza Dante Gabriele Rossetti). Il materiale archeologico, proveniente dalla città e dai dintorni, e in particolare la ricca collezione epigrafica, sono esposti nel Museo Civico. Di rilievo sono due lastrine bronzee con iscrizioni osche, che testimoniano l'esistenza dell'abitato in età preromana. Il monumento più importante è però il grandioso sarcofago bisomo dove erano sepolti P. Pacuvio Sceva e la moglie Flavia. All'interno del sarcofago, sui lati rispettivi, sono incise le iscrizioni che si riferiscono ai due defunti. In quella di Sceva è riportata la brillante carriera del personaggio. Il sarcofago appartiene ad un raro tipo di età augustea, utilizzato da personaggi che preferivano l'inumazione in un periodo di quasi universale diffusione della cremazione. Nel 1888 fu rinvenuta, presso la chiesa di Santa Maria della Penna in località Punta Penna, una lastra di rivestimento in terracotta appartenente ad un edificio templare, oggi conservata presso il Museo Civico Archeologico di Vasto. Si tratta di un antepagmentum a teste umane fra girali vegetali con decorazione dall'alto formata da un coronamento a kyma ionico, da una fascia di spirali ad onda e da una fila di perle ed astragali tra due bastoncelli tondi. Il motivo principale consiste in due teste contornate da elementi vegetali: in quella di sinistra appare riconoscibile Ercole con la clava sulla destra ed una ridottissima leontè sopra i capelli; l'altra, molto malridotta, con volto largo e piatto e capelli a fiamma, sembra attribuibile ad una figura femminile. Ambedue le figure risultano inquadrate da una cornice di motivi vegetali, con grossi fiori a forma di campanula disposti obliquamente in basso e divisi al centro da alcuni elementi cuoriformi. Analoghe serie di antepagmenta con figure umane sono attestate in Campania, in Molise a Pietrabbondante, ed in Abruzzo a Schiavi. Il santuario antico esistente a Punta Penna era sicuramente un luogo di culto di importanza superiore al semplice ambito locale, come appare evidente dal rinvenimento oltre che della lastra già citata, di due lastrine bronzee con iscrizioni in osco fra cui quella con menzione dei lavori condotti dai censori Calavio Osidio e Vibio Ottavio, e di un peso raffigurante Giove con iscrizione "Iuveis Lufreis". Ancora nella seconda metà del XVI secolo sul pianoro intorno a Santa Maria della Penna erano visibili fra gli altri i resti di due templi e di un teatro, il che potrebbe ricollegare il contesto al noto complesso di Pietrabbondante, e ancora oggi sono visibili i resti di un abitato e forse dello stesso luogo di culto, databili fra IV-III e I secolo a.C. Dalle terme proviene il mosaico raffigurante Nettuno: il mosaico è dimensioni eccezionali (13.50 x 12.60 m, totale di 170.1 mq), uno dei più estesi mosaici mai rinvenuti lungo l'intera costa dell'Italia adriatica. La pavimentazione appare per qualità, per tecnica e per gusto simile all'altra rinvenuta nel 1974. E' costituita da una decorazione molto articolata, basata su un raffinato intreccio di elementi vegetali stilizzati, che definiscono un campo centrale a forma di quadrifoglio, all'interno del quale campeggia la possente figura del Nettuno con il tridente. La divinità è rappresentata con grande abilità nella resa dei particolari anatomici e con straordinaria ricerca degli effetti tridimensionali. Allineati con in campo precedente, su tutti i lati, ci sono altri 8 riquadri. All'interno di questi sono raffigurate quattro Nereidi, due in sella a cavalli, una ad un drago, e una ad un cavallo marino, mentre due campi non sono stati ancora riportati alla luce Questo sistema di nove campi a quadrifoglio ubicati simmetricamente su tre file risulta inserito in un complesso di altri quadrifogli e rosette contenenti raffinati motivi vegetali. La grande maestria chiaroscurale evidente nella realizzazione dei particolari anatomici delle figure con "macchie", di tessere bianche su sfondo scuro richiama direttamente le modalità di fattura dell'altro mosaico e sembra con evidenza confermare la presenza nella Histonium della prima metà del II secolo d.C. di raffinate maestranze, in possesso di grande abilità e capacità tecnica.
Informazioni:  Municipio tel.0873-3091
Vasto, mosaici delle terme dell'antica città romana di Histonium
Vasto, antica Histonium, pavimento musivo
Vasto, le terme di Histonium, particolare del pavimento
Vasto, le terme di Histonium, particolare del pavimento 1
Vasto, le terme di Histonium, particolare del pavimento 1
Vasto, le terme di Histonium, particolare del pavimento 2
Vasto, le terme di Histonium, particolare del pavimento 3
Vasto, le terme di Histonium, particolare del pavimento 4