Domande e risposte frequenti

Acconciatori - Estetiste - Tatuatori/Piercer - Centri benessere

L’Allegato 1, paragrafo 2, lett. a) dell'Ordinanza n. 56/2020 è da intendersi nel senso che all’interno del locale deve esserci la presenza di un solo cliente per operatore, tanto che, alla lett. g), viene prescritto che ciascun lavoratore segua lo stesso cliente in tutte le fasi della lavorazione.

A tal riguardo, si segnala che per “operatore”, al di là del titolare, si intende esclusivamente colui/colei che è legato/a da un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione. Non rientrano in questa tipologia gli stagisti o i tirocinanti che, allo stato, non possono rientrare all’interno dei saloni.

Inoltre, la distanza di sicurezza di almeno un metro tra le postazioni deve essere sempre garantita o tramite l’alternanza delle postazioni, sia nella zona del lavaggio che, nelle zone trattamenti, oppure tramite l’applicazione di pannelli in plexiglass.

Il numero dei clienti in negozio, dipende, pertanto, dalla possibilità di garantire le distanze di sicurezza di almeno un metro in tutte le zone dedicate.

È consentito che un operatore specializzato possa occuparsi di più clienti (ad esempio, l’addetto al colore, al taglio, al lavaggio, etc.) in modalità un cliente per volta, purché tra un cliente e l’altro vengano adottate tutte le prescrizioni di igienizzazione di postazioni e personali (cambio dei guanti, lavaggio mani e/o sanificazione mani e postazione) e sempre nel rispetto assoluto delle distanze di sicurezza, del numero dei clienti, e della permanenza in negozio per il  tempo strettamente necessario.

Non è consentito. Resta fermo la possibilità di usare abbigliamento atto al lavaggio con igienizzanti a 60/90 gradi.

Nell’Ordinanza n. 56/2020 non si fa riferimento ad una sanificazione “settimanale”, ma ad una sanificazione degli ambienti e dei materiali dopo ogni utilizzo. Non è necessario l’intervento di una ditta esterna specializzata, tranne in caso in cui venga accertata la presenza di un cliente affetto da COVID-19, oppure nel caso in cui si debba effettuare la sanificazione degli impianti di condizionamento per la quale si rinvia alle disposizioni dell’Ordinanza n. 52/2020.

Per l’ordinaria pulizia e sanificazione, si riporta il contenuto della Circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22 febbraio 2020: “A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati. Per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio 0,1% dopo pulizia. Per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo pulizia con un detergente neutro. Durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti. Tutte le operazioni di pulizia devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe, e seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto. Vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari”.

Il modulo richiesto nel Paragrafo 2 - Allegato 1 dell' Ordinanza n.56/2020 è l’autocertificazione in attuazione del D.P.C.M. 26 aprile 2020.  Tale modulo sarà conservato dall’operatore avendo cura di annotare, oltre il giorno e l’ora, anche il nome dell’operatore medesimo.

Attività artigianali

Le imprese artigiane che possono riaprire dal 18 maggio 2020 con le modalità previste dal punto 10 dell’Ordinanza n. 56/2020 sono esclusivamente quelle con codici ATECO non contemplati dall’allegato 3 del D.P.C.M. 26 aprile 2020.

Alle imprese artigiane che già operano ai sensi del D.P.C.M. 26 aprile 2020, NON SI APPLICA l’Ordinanza n. 56/2020.

Attività commerciali e pubblici esercizi

L’Ordinanza n. 56/2020 ha stabilito che, fino al 17 maggio 2020, le attività dei servizi di ristorazione (a titolo esemplificativo e non esaustivo, bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite con consegna a domicilio e con asporto di cibo cucinato e bevande:

  1. previa ordinazione on-line, telefonica o tramite app;
  2. garantendo che gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati avvengano per appuntamenti dilazionati nel tempo per evitare assembramenti.

Inoltre, è consentita la vendita per asporto, anche senza previa prenotazione, per cibo pronto come pure per caffè, cappuccini o altre bevande. 

Rimane fermo, in entrambi i casi, che potrà entrare nel locale un cliente alla volta, assicurando che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce e il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali o di sostare nelle vicinanze.

Il commercio ambulante di alimenti è consentito ESCLUSIVAMENTE all’interno dei mercati nel rispetto delle disposizioni dell’Ordinanza n. 54/2020.

È pertanto esclusa la possibilità della vendita di generi alimentari su altre aree pubbliche diverse dai mercati (ad esempio, quella effettuata sul demanio marittimo, ovvero da bancarelle sulla strada, o la vendita alimentare ambulante). 

Come disciplinato dall’Ordinanza P.G.R. n. 50/2020, punto 9, è consentito, anche nei giorni festivi, l’asporto in quelle attività di ristorazione per le quali sia prevista l’ordinazione e la consegna al cliente direttamente dal veicolo - servizio Drive (e dunque senza necessità di preventiva prenotazione on line, telefonica o tramite app). Resta sospesa ogni forma di consumo sul posto di alimenti e bevande.

È consentito. Agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all'interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle are di servizio e rifornimento carburante si applica il punto 5 dell’Ordinanza n. 56/2020. Pertanto, questi esercizi possono effettuare esclusivamente la vendita per l’asporto, anche senza previa prenotazione, di cibo pronto, caffè, cappuccini o altre bevande.

Rimane fermo il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali.

N.B. Agli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande lungo le autostrade si applica l’art. 1, comma 1 lett. bb) del D.P.C.M. 26 aprile 2020.

Si. La vendita per asporto o tramite la consegna a domicilio ad opera degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande è consentita anche nei giorni festivi e nelle giornate delle festività patronali.

Non sono previsti limiti di orario per l’asporto di cibo e bevande, fermo restando il rispetto degli orari previsti dai singoli regolamenti comunali.

Non troviamo una definizione di “immediate vicinanze” nelle Ordinanze e nel DPCM 26 aprile 2020, essendo questo un concetto riconducibile al buon senso. Tuttavia, non essendo consentito consumare il cibo o le bevande nemmeno in una superficie aperta al pubblico all'uopo attrezzata, è ragionevole indicare il termine di 200 metri dall’esercizio in cui è vietato sostare.

Queste attività sono disciplinate unicamente dal DPCM 26 aprile 2020, pertanto non si applicano le Ordinanze regionali.

Queste attività sono disciplinate unicamente dal DPCM 26 aprile 2020, pertanto non si applicano le Ordinanze regionali.

Attività sportive

Relativamente al punto 1 della Ordinanza n. 52 del 30/04/2020 si precisa che le attività sportive ivi elencate sono a titolo di esempio e non esaustivo e che, comunque, la misura è diretta ai soli sport individuali e nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e delle norme relative al contenimento del contagio.

Si precisa che per le citate attività sportive è vietato avvalersi delle strutture ad uso comune quali spogliatoi, bar interni, docce, club house.

L’uso dei dispositivi di protezione individuale è necessario laddove non sia possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri durante l’attività sportiva. Sono consentiti gli spostamenti individuali all’interno del territorio regionale per finalità sportive.

Si precisa che per le citate attività sportive è vietato avvalersi delle strutture ad uso comune quali spogliatoi, bar interni, docce, club house.

I circoli, le società e le associazioni sportive sono autorizzati alla riapertura delle strutture ai fini dell’espletamento delle attività sportive individuali - di cui al punto 1 dell'Ordinanza P.G.R.52 del 30 aprile 2020 - da esercitarsi all’aperto. I relativi rappresentanti legali sono quindi tenuti a comunicare l’inizio delle attività al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente per territorio e dichiarare di essere nelle condizioni di garantire la sanificazione periodica degli eventuali locali di accesso agli impianti, adottando un protocollo interno di contenimento del contagio ad uso del personale e degli utilizzatori come indicato dalle federazioni di appartenenza.

Si precisa che per le citate attività sportive è vietato avvalersi delle strutture ad uso comune quali spogliatoi, bar interni, docce, club house.

Ai sensi del DPCM 26 aprile 2020 dal 4 maggio l’attività motoria e sportiva all’aperto è consentita individualmente - o con persone conviventi - e non più solo in prossimità della propria abitazione; non è tuttavia consentito svolgerla fuori dalla propria Regione.
Anche alla luce dell’Ordinanza P.G.R. n.52/2020 sono consentiti allenamenti, esercitati con il rispetto dei dispostivi di protezione individuale e misure di distanziamento sociale, per una serie di attività sportive (tra cui il ciclismo) “all’interno della Regione Abruzzo”.

L’art. 1 dell’Ordinanza P.G.R. n. 52/2020 individua l’ambito di riferimento spaziale delle attività sportive consentite nell’intero territorio della Regione Abruzzo, con la conseguenza che dette attività ben possono svolgersi fuori dal comune di residenza, purchè all’interno della Regione.

In merito al quesito relativo all’ordinanza n.52/2020 riterrei che non possano essere consentite lezioni individuali con l’istruttore, non solo perché l’ordinanza in questione consente allenamenti esercitati individualmente – e con il rispetto dei dispositivi di protezione individuale e misure di distanziamento sociale - solo per gli sport equestri non di squadra (e dunque non propriamente lezioni di equitazione ai neofiti di questa disciplina), ma anche in considerazione del fatto che a norma dell’art.1, comma 1, lett.u) DPCM 26.04.2020 sono sospese le attività di tutti i centri sportivi.

Relativamente al punto 3 dell’Ordinanza n. 62 del 20.5.2020 in cui si dispone la sospensione, tra le altre, delle attività delle sale da ballo anche riguardo i corsi, si chiarisce che sono invece consentite sessioni di allenamento degli atleti professionisti e non professionisti appartenenti alla Danza Sportiva, limitatamente alle discipline della danza artistica e di squadra, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento e a porte chiuse.

Non è pertanto consentito lo svolgimento della danza di coppia.

Spostamenti

Sì, è consentito spostarsi nell’ambito della propria regione per far visita nei cimiteri ai defunti, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e del divieto di assembramento.
I Sindaci con proprie ordinanze sono autorizzati a disciplinare le aperture dei cimiteri nel rispetto delle disposizioni in materia di distanziamento sociale (punto 13 Ordinanza n.50 del 30 aprile 2020) ed ove non fosse possibile evitare tali assembramenti, il Sindaco può disporne la chiusura.

Tale spostamento è consentito per raggiungere, per ragioni di necessità, il proprio domicilio nel comune ove ha sede l’Università da essi frequentata e poi rientrare nella propria residenza, osservando tutte le disposizioni dettate per contrastare e contenere la diffusione del contagio, alla luce del disposto dell’art.1, comma 1, lett.a) DPCM 26 aprile 2020 (“è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”).

È da escludere, al momento, la possibilità di spostamenti in moto che non rappresentino propriamente “allenamenti” dell’attività sportiva di riferimento o sport motociclistico, quali ad es. trial o motocross (oggetto dell’ambito di applicazione dell’ordinanza n. 52/2020).
E’ pertanto consentito uscire in moto, individualmente o con le modalità indicate nell’ordinanza n.50/2 020 (punto 12), solo per le ragioni consentite dal DPCM 26 aprile.

Tale spostamento è consentito alla luce dell’art.1, comma 1, lett. a) DPCM e dalle indicazioni fornite al riguardo dalla stessa recente circolare del Ministero dell’Interno prot.15350/117 Uff.III Prot.Civ., in quanto motivato da ragioni di assoluta urgenza (per l’andata) e dall’esigenza di rientrare presso il proprio, asserito unico domicilio (per il rientro).
 

Nell’ottica di contrastare e contenere il diffondersi del contagio, è consentito uscire dal proprio Comune per andare a fare la spesa in un centro commerciale solo ove motivato da situazioni di necessità e purchè venga rispettato il limite dello spostamento più breve.

In relazione al punto 10 dell’Ordinanza P.G.R. n. 50 del 30.04.2020, si rappresenta che, nell’ottica di contenimento della diffusione del contagio, è consentito lo spostamento nei Comuni più vicini per effettuare acquisti strumentali allo svolgimento di attività autorizzate solo ove motivato da situazioni di necessità e purchè venga rispettato il limite dello spostamento più breve.

È consentito raggiungere il proprio domicilio presso la residenza del convivente in quanto rientrante nell’ambito di applicazione dell’art.1, comma 1, lett.a) DPCM 26 aprile 2020 (“è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”).

In conformità a quanto già chiarito nelle FAQ del Ministero dell’Interno, si chiarisce che, in termini generali, le autovetture possono essere utilizzate da più passeggeri solo se si rispetta la distanza minima di un metro. Questi limiti, tuttavia, non valgono se i mezzi sono utilizzati da persone conviventi. La “residenza” di cui all’Ordinanza n.50/2020 è pertanto da intendersi quale “residenza di fatto”.

A norma delle Ordinanze P.G.R. n.36 Art 1. punto b e n.37 recante “Nuove misure recanti misure ambientali e demaniali” gli interventi di manutenzione autorizzati sono quelli colturali normalmente svolti nella stagionalità in atto e dunque urgenti per il periodo temporale di riferimento. Ne consegue che non è consentito nei terreni agricoli incolti il taglio dell’erba qualora detto intervento non sia dettato da ragioni urgenti di igiene e di salubrità o non sia relativo ad un terreno “a riposo” per rotazione colturale.

L’art.1, comma 1, lett.i), DPCM 26 aprile 2020, allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale, ha confermato fino al 17 maggio la sospensione di tutte le cerimonie civili e religiose già disposta da precedenti Decreti, consentendo innovativamente solo quelle funebri con l’esclusiva partecipazione di congiunti e, comunque, fino ad un massimo di quindici persone, con funzione da svolgersi preferibilmente all’aperto, indossando protezioni delle vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza interpersonale di almeno un metro (in tal senso anche la recente direttiva emanata dal Ministero dell’Interno sul DPCM 26.04.2020). Alla luce delle anticipazioni giornalistiche, non sono tuttavia da escludersi, per la data programmata per il matrimonio, possibili interventi di riforma della disposizione normativa ad oggi vigente da parte del Legislatore nazionale.

Non è possibile. ai sensi dell’art.1, comma 1, lett.a) DPCM del 26 aprile u.s., dal 4 maggio. “in ogni caso è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; è in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

Le finalità di contrasto e di contenimento del contagio da covid-19 ed il chiaro tenore letterale delle disposizioni dell’ordinanza n. 54 del 3 maggio 2020 non consentono di avallare interpretazioni che operino dei distinguo tra coloro che raggiungano il territorio abruzzese, posto che gli obblighi ivi previsti hanno come destinatari tutte le persone che, a qualsiasi titolo,a partire dal 4 maggio, fanno ingresso in regione provenienti da altre regioni italiane.

Solo in ordine alle modalità di adempimento di detti obblighi, si precisa che i pendolari devono registrarsi una sola volta, come specificato nel modulo da compilarsi on-line.

Ai sensi dell’Ordinanza n. 50/2020 punto 10, ai residenti della Regione Abruzzo lo spostamento nell’ambito del territorio regionale, all’interno del proprio comune o nei comuni dove si trovano le seconde case di proprietà, per il solo svolgimento delle attività di manutenzione e riparazioni necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene da parte del proprietario dell’immobile.

Inoltre è possibile, ai sensi dell’Ordinanza n.36, come interpretato dall’Ordinanza n. 37, è possibile recarsi negli orti per gli interventi di potatura, spalcatura, taglio rami pericolosi o che ostruiscono la visibilità o la viabilità stradale, abbattimento piante malate o morte o pericolose per l’incolumità pubblica nonché l’attività di pulizia degli argini dalla vegetazione spontanea che impedisce il corretto drenaggio delle acque. È possibile anche dedicarsi alla manutenzione di orti, vigneti ed ortofrutticole in genere, in relazione agli interventi colturali normalmente svolti nella stagionalità in atto.

Per la realizzazione di entrambi gli interventi è consentito lo spostamento nell’ambito del territorio regionale, da un massimo di due componenti del medesimo nucleo familiare e limitatamente ad una sola volta al giorno, con rientro nella medesima giornata nel posto da cui si è partiti; deve essere inoltre sempre garantito il rispetto delle richiamate misure di comportamento finalizzate al contenimento del contagio.

Sono fatte salve tutte le restrizioni previste dal legislatore nazionale e regionale relativamente alle “seconde case”.

Nel DPCM 26 aprile che regola la Fase 2, quella di convivenza con il virus, viene stabilita una prima apertura: dal 4 maggio sono ammessi gli spostamenti al di fuori dal Comune in cui si abita e si ritiene che questo valga anche per fare la spesa, come per gli altri beni non alimentari di cui è ammessa la vendita (ad esempio libri e riviste). 

Tale concessione, però, non deve tradursi in un “via libera” e i cittadini sono sempre tenuti ad agire secondo buon senso, riducendo gli spostamenti, ove sia possibile. Quindi se all’interno del Comune c’è una vasta scelta tra supermercati e venditori al dettaglio, non si vede perché dovrebbe essere necessario fare uno spostamento così vasto per comprare i prodotti alimentari, a meno che non vi siano particolari esigenze alimentari o prezzi più convenienti.

Sanificazione

Per sanificazione s’intende esclusivamente l’attività di pulizia, lavaggio, disinfezione/sterilizzazione o sostituzione, da azionare, quali tipologie lavorative, in relazione alla stato di manutenzione e conservazione dell’impianto sulla base di  valutazioni del responsabile dello stesso (il responsabile è individuato nella persona che gestisce il locale, lo studio o l'attività), anche per tramite  professionisti e/o imprese.

La sanificazione intesa come sopra,  consiste nella manutenzione già programmata dell’impianto e rientra nella pianificazione temporale già prevista (anche già eseguita) e pertanto le necessità di ripeterla ai fini dell’ordinanza è lasciata a valutazioni del responsabile dell’impianto, anche per tramite di professionisti o aziende.

Laddove il condizionamento dell'aria avviene per mezzo di dispositivi ordinari nel senso del comunemente diffusi anche in ambiente domestico ( quelli che hanno una unità esterna ed interna – split ) l'eventualità del ricorso a professionalità esterne o può essere, a scelta del responsabile dell’impianto,  anche  non considerata  in quanto le operazioni di sanificazione come  descritte al punto a) possono essere eseguite con evidente semplicità operativa.

Il documento di sanificazione (come descritta al comma a) può essere rilasciato dal responsabile dell’impianto anche tramite autocertificazione ai sensi del DPR 445/00;

Da quanto sopra, risulta evidente che il responsabile dell’impianto, sulla base di proprie valutazioni delle condizioni dello stesso, può riferire la cadenza periodica della sanificazione (come descritta al punto a) alla cadenza temporale della manutenzione programmata  procrastinando in un tempo più lungo la ripetizione mensile.