Inquinamento elettromagnetico

Nell'ultimo decennio, con il rapido sviluppo della telefonia cellulare e dei nuovi sistemi di telecomunicazione, l'interesse verso i campi elettromagnetici ha assunto una notevole importanza. A ciò ha contribuito anche lo sviluppo dei grandi impianti di elettrodotti, conseguenti ad una maggiore richiesta di energia elettrica (trasporto e trasformazione dell'energia elettrica dalle centrali di produzione) e la proliferazione di emittenti radiotelevisive e di impianti di telefonia (trasmissione delle informazioni attraverso le onde elettromagnetiche). Ciò ha portato alla nascita di veri e propri siti di installazione di antenne dedicate, anche all'interno di aree densamente abitate generando un allarmismo diffuso sui rischi per la salute umana e per l'ambiente esterno. I suddetti impianti, definiti anche sorgenti artificiali, generano campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici artificiali, non attribuibili al fondo terrestre o ad eventi naturali; il fenomeno viene definito "inquinamento elettromagnetico".

I campi elettromagnetici si suddividono in due categorie: quelli a bassa frequenza e quelli ad alta frequenza. Gli impianti a bassa frequenza sono rappresentati dagli elettrodotti e dagli elettrodomestici. Gli impianti di alta frequenza sono legati alle radiotrasmissioni (ripetitori TV-telefonini) e alle microonde. Il meccanismo che in entrambi i casi può provocare eventuali danni all'organismo è rappresentato dalla trasformazione dell'energia elettromagnetica in calore, dovuto soprattutto alla elevata presenza di acqua nell'organismo umano (es. l'uso prolungato del cellulare sul lobo auricolare genera una irritazione dello stesso dopo alcuni minuti ovviamente, dovuto anche alla suscettibilità del soggetto).

La legge 22 febbraio 2001, n. 36 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2001, ha lo scopo di dettare i principi fondamentali diretti ad assicurare la tutela della salute dei lavoratori, delle lavoratrici e della popolazione dall'esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici nel rispetto dell'art. 32 della Costituzione Italiana "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana"; promuove la ricerca scientifica per la valutazione a lungo termine degli effetti dovuti all'esposizione, assicura la tutela dell'ambiente e del paesaggio, perseguendo tutte quelle azioni volte al risanamento e alla minimizzazione dei campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, secondo le migliori tecnologie disponibili.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 luglio 2003, pubblicato in G. U. n. 200 del 28.08.2003, ha fissato i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi per la protezione della popolazione ai campi elettrici e magnetici generati alla frequenza di rete (50 Hz), generati dagli elettrodotti.

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 luglio 2003, pubblicato in G. U. n. 199 del 29.08.2003, ha fissato i limiti di esposizione, i valori di attenzione e gli obiettivi per la protezione della popolazione ai campi elettrici e magnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz.

L'art. 8 della legge quadro n. 36 definisce le competenze delle regioni, delle province e dei comuni. La Regione Abruzzo ha recepito gli obblighi derivanti con la legge regionale n. 45 del 13 dicembre 2004 "Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico" e successive integrazioni con la legge n. 11 del 3.3.2005.

La Regione Abruzzo ha inoltre istituito dei tavoli tecnici con la partecipazione di Enti tecnici ed amministrativi (Comuni, Province, ARTA) e i gestori delle reti e degli impianti, per verificare le criticità riscontrate nell'applicazione della normativa regionale e recepire le osservazioni per il superamento degli stessi.

Normativa Nazionale

  • Legge 22 febbraio 2001, n. 36 - Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.
  • Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 8 luglio 2003 - Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz.
  • Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 8 luglio 2003 - Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti.
  • Decreto Legislativo 1 agosto 2003, n. 259 - Codice delle comunicazioni elettroniche
  • D.P.C.M. del 23 aprile 1992 - Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno. (pubblicato sulla G.U. n. 104 del 6 maggio 1992).

Normativa Regionale

  • L.R. n. 45 del 13 dicembre 2004 e successive integrazioni con L.R. n. 11 del 3.3.2005 - Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico. Elaborati tecnici da allegare alle domande di autorizzazione per impianti emittenti C.E.M. (comma 4 art. 9 e comma 8 art. 11 della L.R. 45/2004) approvati con delibera di Giunta n. 791 del 3 agosto 2007.